Cronaca
DALLA CORTE DEI CONTI
DALLA CORTE DEI CONTI
Salerno, commissione tributaria corrotta: sequestrati 13,7 mln a 5 ex componenti
Comunicato Stampa
06 novembre 2026 09:28
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SALERNO. Su disposizione della Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti della Campania - Ufficiali giudiziari, assistiti da militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Salerno, hanno completato le operazioni di notifica di un invito a dedurre, con relativa istanza di sequestro conservativo, emesso nei confronti di 5 soggetti (due ex Giudici Tributari, due ex funzionari della Commissione Tributaria Sezione di Salerno e un ex libero/professionista) ritenuti responsabili di un danno erariale di oltre 13 milioni di euro. Inoltre, la Corte ha ritenuto sussistere, riguardo a due di loro, i presupposti di legge per procedere alla apposizione di misure cautelari reali a garanzia delle correlate pretese pubbliche.

Gli accertamenti di polizia erariale svolti dalle Fiamme Gialle salernitane, con il coordinamento dell’ufficio requirente contabile partenopeo (procuratore regionale Dammicco, vice-procuratori Bragho’ e Vitale), hanno consentito l’individuazione di un grave e articolato nocumento per le casse dello Stato, derivante dalla contropartita economica di condotte corruttive, acclarate in passato, finalizzate a condizionare le sentenze della Commissione Tributaria Regionale – sede di Salerno.

Il servizio trae origine dai fatti emersi nell’ambito di una pregressa attività di polizia giudiziaria, svolta nel 2019 dal Nucleo Pef di Salerno sotto la direzione della locale Procura della Repubblica. Nello specifico, le indagini eseguite hanno condotto alla emersione di gravi e sistemici episodi corruttivi posti in essere da alcuni funzionari e giudici della Commissione Regionale Tributaria della Campania, Sezione staccata di Salerno, volti a “pilotare” illecitamente, a beneficio degli interessati, sentenze riguardanti contenziosi fiscali, già favorevoli in primo grado all’erario, con il pregiudizievole risultato finale di annullare rilevanti avvisi d’accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate, competente per territorio, nei confronti di altresì noti imprenditori territoriali oggetto del controllo.

L’analisi delle condotte delittuose degli imputati è stata ora oggetto di approfondita istruttoria in punto di responsabilità amministrativa e accurato inquadramento giuridico, da parte dei magistrati contabili, i quali hanno proceduto – anche attraverso il ricorso ad articolato ed altamente specializzato ambito peritale – a far emergere la consequenziale integrazione di tre distinte tipologie di danno erariale. In particolare, le condotte criminose poste in essere hanno determinato innanzitutto di un ingente danno patrimoniale diretto, corrispondente alla definitiva perdita di entrate tributarie per l’illegittimo annullamento degli atti impositivi impugnati (in secondo grado) con esito favorevole, oltre che un danno all’immagine e un danno da disservizio, il tutto quantificato complessivamente in 13.777.573 euro.

Due dei soggetti ritenuti responsabili del suddetto complessivo nocumento cagionato alle casse dello Stato sono stati destinatari di un sequestro conservativo di beni mobili, immobili e crediti per un ammontare equivalente al danno erariale.



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