Attualità
L'ex diacono Aniello D'Angelo in Procura per denunciare la Curia di Vallo
Redazione
15 gennaio 2010 16:07
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Aniello D'Angelo, ex insegnante di religione, presenta denuncia alla Procura della Repubblica, presso il tribunale di Vallo della Lucania, per il suo spostamento ingiustificato nel 2003, dal Liceo Scientifico vallese.

“Una lettera mai trovata, ma partita dal liceo alla volta della Curia per farmi andare via - spiega D’Angelo - Per motivi didattico-pedagogici mi hanno spostato per affidarmi ben 6 diverse sedi e, alla fine, un'ora in meno di lavoro. Chiedo il risarcimento dei danni materiali e morali perché, a seguito della mia rimozione, contro ogni regola contrattuale nazionale, ho avuto serie ripercussioni economiche viaggiando da Rofrano a Pisciotta”.

Aniello D'Angelo era già stato protagonista di una denuncia, sia in tribunale che con un libro "L'uomo che urla", su un episodio vissuto sulla sua pelle, di malasanità. Racconta che appena saputa la notizia dello spostamento, una rappresentanza di insegnanti andò dal vescovo per farlo retrocedere, ma i tentativi furono inutili.  Dopo la lettera scomparsa, D’Angelo, diacono dal 1997, ha chiesto la riduzione allo stato laicale. “Ho incontrato il vicario don Guglielmo Manna ed il vescovo di Vallo della Lucania, Giuseppe Rocco Favale, ma non c'era comprensione per me. Su Facebook, invece, ho trovato la solidarietà che cercavo”. Parte la richiesta di cancellazione dai registri ecclesiali, già inoltrata a Roma. La molla scatta nel vedere i paramenti papali all'assemblea della Fao. “Non trovo più attinenza con il messaggio di Gesù Cristo”. Tutta la sua esperienza spirituale ed umana sarà racchiusa, ora, nelle pagine di un libro "Santa ipocrisia" narrante la sua storia. I ricavi del volume, che uscirà a fine mese, andranno all'associazione Chiesa degli ultimi-Onlus.



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