Attualità
Il nuovo libro di Carmelo Conte presentato ad Agropoli
Redazione
16 gennaio 2010 12:09
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ConteCarmelo

 

Verrà presentato domani, alle ore 10:30, presso l'Aula consiliare "Di Filippo" del Comune di Agropoli, il nuovo libro di Carmelo Conte "Dal Quarto Stato al Quarto Potere".

Ad introdurre i lavori sarà l’avv. Francesco Barone. Durante l’incontro interverranno il sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, ed il prof. Carmine Pinto, docente di Storia contemporanea presso l’Università di Salerno, e il dott. Luigi Covatta, direttore di "Mondoperaio". A concludere il meeting sarà l'autore on. Carmelo Conte.

“Dal quarto stato al quarto partito” è una riflessione sull’annientamento dei partiti politici a tutto vantaggio del “potere economico”, registratosi dopo la caduta del muro di Berlino, e sul ruolo della magistratura. È un’analisi sui fatti che hanno caratterizzato la vita sociale, economico-finanziaria e giudiziaria della politica degli anni ‘80 e ‘90, contrassegnandosi come lo spartiacque reale tra al prima e la seconda Repubblica.

“C’erano poteri assolutamente forti, anche internazionali, che dopo il crollo del Muro di Berlino continuarono la loro azione in quei Paesi che, più di altri, apparivano a rischio di soluzioni autocratiche”, spiega Carmelo Conte. “Lo scontro era ad altissimo livello e coinvolgeva direttamente gli USA e l’Unione Sovietica; la situazione italiana con il PCI e la DC era ideale per lo scontro titanico, anche perché il PSI rappresentava la linea di demarcazione e di vera autonomia democratica ben distinta dai poteri forti. Del resto il PSI, soprattutto sotto la leaderschip di Craxi, aveva da tempo avvertito le possibilità di questo scontro ma non riuscì a sensibilizzare le coscienze di tutti. In questo squarcio si infilò il cosiddetto Quarto Partito (insieme al potere economico e mediatico), cioè la magistratura che rappresentò per i poteri forti il grimaldello del portone del Paese”.

Per il Capodanno del 1989, Enrico Cuccia (presidente della Mediobanca) inviò a Craxi un biglietto di auguri con una frase di Goethe: “Da oggi comincia una nuova epoca e Voi potete dire di esservi stato presente".

Era, a un tempo, un commento al crollo del Comunismo ed un segnale al “politico decisionista”, l'uomo che avrebbe potuto guidare l'Italia, sostituendo all'agire dei partiti “l'agire del mercato”. Da lì a qualche mese, accompagnato da un noto imprenditore, si recò nell'ufficio di Craxi, in Piazza Duomo, a Milano. Parlò di poteri economici nazionali stufi di un sistema di potere tenuto in mano dai partiti. Era necessaria una svolta per mettere in competizione sui mercati europei e mondiali i grandi gruppi economici e finanziari. Gli propose, dunque, di disarticolare i partiti e di costituire il Governo di “mani forti”, con l'appoggio del potere economico, per assecondare la competitività del capitalismo italiano, secondo la logica “lo Stato metterà i soldi, noi l'imprenditoria”.

Il leader socialista si rifiutò di portare avanti questo piano. L’episodio ebbe una svolta che determinò la condanna di Craxi, che finì in esilio, e la fine del suo partito. Subito dopo la prima Repubblica sarebbe finita nelle aule di Tribunale. Per Carmelo Conte, a dare il via alla stagione delle manette, furono quindi i poteri economici e non i magistrati. Aiutati dai servizi segreti che ebbero un ruolo determinante in alcuni episodi della prima Repubblica. Conte commenta il comportamento di Craxi, che incontrò due volte Cuccia, colloqui che comunque non portarono alla costruzione di alcun progetto. “Craxi commise un errore fondamentale, non denunciò la richiesta compro missivo-economica di Cuccia anche se aveva comunque consultato l’internazionale socialista. Quel progetto avrebbe potuto ribaltare la conclusione drammatica dell’era socialista. Ma Bettino era un socialista puro e mai avrebbe accettato compromessi con i poteri forti”.



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