La Corte Costituzionale ha bocciato la legge 125 del 2008, emanata nel “pacchetto sicurezza” dal governo Berlusconi, che ampliava i poteri di ordinanza dei sindaci italiani: quei poteri, che nel corso di questi tre anni, si sono tradotti, quasi ovunque in divieti anti-accattonaggio o anti-lucciole, per contrastare la presenza di prostitute lungo le strade. Quei provvedimenti sinora adottati, vengono dichiarati, praticamente, illegittimi.
La Corte Costituzionale è intervenuta dopo che l'associazione “Razzismo stop” si era rivolta al Tar del Veneto contro un provvedimento del sindaco di Salvezzano che vietava l'accattonaggio nel territorio comunale. La sentenza pone quindi un freno al potere dei sindaci sull’ordine pubblico nelle città e nelle comunità amministrate. L’accattonaggio, per esempio, potrà essere vietato soltanto per ragioni di urgenza e pericolo, quando minacciano la sicurezza urbana. Molti i primi cittadini, soprattutto al Nord, che si sono opposti duramente alla decisione, chiedendo l’intervento del Governo ed in primis, del ministro dell’Interno Roberto Maroni, che nel 2008 presentò il pacchetto sicurezza.