Attualità
Capaccio, inchiesta giro di prostituzione. Indagati: "Non sapevamo nulla delle squillo"
Redazione
09 aprile 2011 08:33
Eye
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CAPACCIO. Nessuno degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sul giro di prostituzione si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nel corso degli interrogatori di garanzia, tenutisi ieri mattina presso il Tribunale di Salerno, si sono dichiarati tutti innocenti, spiegando al gip la loro posizione in ordine all’inchiesta avviata sul giro di prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, scoperto tra i comuni di Capaccio e Agropoli. I legali hanno chiesto la revoca dei provvedimenti restrittivi al gip, che si esprimerà nei prossimi giorni, anche in base alle testimonianze raccolte. Secondo quanto accertato nel corso delle indagini, promotori ed organizzatori del giro di prostituzione era la coppia di coniugi Vincenzo MarinoCristiane Ferreira Barbosa, residenti a Milano: ad entrambi è stata notificata un’ordinanza di custodia in carcere. Marino risponde, oltre ai reati in concorso con gli altri indagati, anche di rapina, violenza sessuale, tentata estorsione, lesioni personali, minacce, esercizio case di prostituzione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ferreira Barbosa risponde anche di  concorso in rapina, tentata estorsione, minacce, lesioni personali, esercizio case di prostituzione. Le ordinanze di arresti domiciliari sono state notificate a Carmela Federico (63 anni, di Capaccio); Diva Maria Piedade Cabral (38 anni, residente a Sesto San Giovanni - MI), che risponde anche di concorso in tentata estorsione ed esercizio in case di prostituzione; Roberto Ciuccio (27 anni, di Agropoli); Sergio Prearo (37 anni, di Capaccio). Hanno avuto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria Leonardo D’Onofrio (42 anni, originario di Albanella ma residente a Capaccio) e Patrizia Russo (42 anni, di Capaccio). Per tutti l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina, al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, nonché di favoreggiamento di illecita permanenza nel territorio dello Stato italiano di cittadini extracomunitari privi di permesso di soggiorno. Infatti, gli inquirenti hanno constatato che florida risulta anche l’attività di favoreggiamento della permanenza clandestina di extracomunitari di nazionalità brasiliana finalizzata allo sfruttamento per trarne un profitto. A confermarlo l’attività di intercettazione svolta dagli inquirenti dalla quale è emerso che Barbosa Ferreira si dedicava alla formazione e procacciamento di documenti falsi. Per cambiare identità si poteva pagare in parte in contanti "cinque gambe" (presumibilmente 500 euro) e le altre "cinque gambe" potevano essere versate tramite assegno. Gli immigrati venivano utilizzati anche per il reclutamento delle prostitute e trans.  



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