Attualità
Vescovo Favale saluta la comunità: "Me ne vado contento, ora farò il parroco in Brasile"
Comunicato Stampa
30 maggio 2011 08:13
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favale

 

VALLO DELLA LUCANIA. "Me ne vado tranquillo e sereno perché ho lavorato per il progresso della comunità cilentana, con impegno e disinteresse". È il passo d'addio di monsignor Giuseppe Rocco Favale al suo teatro e alla sua diocesi, in una serata ricca di emozioni che si è svolta il 27 maggio scorso al teatro La Provvidenza di Vallo della Lucania. Il presule ha annunciato: "Continuerò la mia avventura in un Paese distante, dove già sogno cosa potrò fare. Il 5 luglio, infatti, partirò per Maragnau San Luis, dove vado a fare il parroco tra gente veramente povera. Non tornerò più in questo teatro, ma vi seguirò con affetto. Guardate avanti e non abbiate paura degli ostacoli. Io ho fatto tanti sacrifici, ma me ne vado contento. Non perché su questo palco sono saliti attori famosi, bensì perché, grazie al lavoro svolto dietro le quinte, qui 20 famiglie hanno trovato dignità". A salutare il vescovo c’erano ieri anche il vice presidente del Consiglio regionale, Antonio Valiante, il presidente dell’Ance Salerno, Antonio Lombardi, il consigliere regionale Giovanni Fortunato e numerosi amministratori cilentani. "Monsignor Favale è stato un grande vescovo. In questi anni non c’è stata alcuna piccola comunità che non abbia sentito la sua vicinanza – ha detto Valiante – Dobbiamo essergli grati di ciò che ha realizzato. Questo teatro è un’istituzione del Cilento, i Comuni dovrebbero farsene carico con un segnale annuale".

"Non abbandoni questo territorio, eccellenza", è l’invito rivolto al presule da Lombardi, che ha definito "La Provvidenza""una ricchezza dell’intero territorio cilentano". 

Nella serata degli addii, con estrema coerenza il direttore artistico Carlo Sacchi ha rimesso il suo incarico nelle mani del nuovo pastore. "Ho fatto questo percorso con il vescovo Favale e il direttore del teatro monsignor Guglielmo Manna, raccogliendo soddisfazioni enormi per il lavoro svolto – ha detto infatti Sacchi - Ora è giusto che lasci la direzione artistica. Sarà il nuovo vescovo a decidere". 

La lungimiranza del vescovo Favale e la sua ricchezza spirituale sono state ricordate invece da monsignor Guglielmo Manna, che ha affiancato il presule anche come vicario diocesano. 

Nella serata di ieri, presentata da Carmela Santi e Massimo Stifano, si sono esibiti a titolo gratuito il tenore Eduardo Guarnera, il trombettista Nello Salsa, il ballerino Luigi Ferrone, gli attori Carlo Aprea e Antonino Nese, il coro diocesano diretto dal maestro Maurizio Iacovazzo. Anche il poeta del legno Bruno Aloia e il pittore Mario Romano hanno voluto dimostrare affetto e gratitudine al vescovo esponendo alcune opere sul palco.

 

I PREMI GIUSEPPE ROCCO FAVALE sono stati assegnati per la miglior compagnia in ex aequo a Quelli del Cactus (Napoli) e ad Eureka (Catona di Ascea), per la miglior aggregazione a NoviTà (Novi Velia) e Amici di Caprioli (Pisciotta), per la migliore scenografia a NoviTà e Luna storta (Battipaglia), per i migliori costumi a Quelli del cactus e Attori per diletto (Centola), miglior caratterista maschile a Tonino Cappiello (Attori per diletto), Eduardo Forte e Rosario Richiello (Quelli del cactus), miglior caratterista femminile a Antonella Vitiello (Compagnia stabile del Cilento di Vallo della Lucania), Isabella Maziotti (Gruppo teatrale Elea di Casal Velino) e Rita Cappiello (Attori per diletto), per il miglior attore a Alex Di Giorgio (Luna storta), Gianni Di Bella (Eureka), per la miglior attrice a Anna Granito (Quelli del cactus) e Maria Amato (Eureka), miglior regia a Michele Vitale (Quelli del cactus) e Mauro Palumbo (Luna storta). Premio speciale per la conservazione del dialetto cilentano ad Aniello Fiorillo (Amici di Caprioli), alla carriera a Luigi Feo (Gruppo teatrale Elea).

Premi speciali sono andati, inoltre, per la cultura a monsignor Guglielmo Manna e don Carmine Troccoli, rettore del santuario del Sacro monte di Novi Velia, per il dietro le quinte a Giuseppe Cerbone, per il contributo offerto al teatro "La Provvidenza" a Claudio Aprea. 



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