Attualità
Capaccio, Paolino attacca: "Il Puc di Forte devasterà il territorio comunale"
Comunicato Stampa
30 maggio 2011 12:23
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Paolo_Paolino

 

CAPACCIO. Riceviamo e pubblichiamo, integralmente, la nota stampa diffusa dal prof. Paolo Paolino, presidente del Consiglio comunale di Capaccio Paestum.

 

CONSIDERAZIONI SUL PUC, SULLA GESTIONE DEL TERRITORIO E DELL'UFFICIO TECNICO COMUNALE

Dopo l'ennesimo silenzio da parte dell'Amministrazione comunale su alcune proposte di rilancio dell'attività amministrativa, ritengo doveroso fare alcune precisazioni. Il Puc proposto dalla Giunta Comunale dopo l'intervenuta approvazione consiliare della relazione Forte, non è stato mai da me condiviso, come si può rilevare dai numerosi scritti prodotti e fatti recapitare agli amministratori e al responsabile del procedimento. Confermo che il progetto di PUC redatto non risponde agli interessi della popolazione né a quelli del territorio. Il PUC racchiude in se una visione anacronistica che si muove secondo le linee dei vecchi programmi di fabbricazione, con la logica degli insediamenti sparsi nelle periferie rurali e quella delle seconde case nelle località costiere. Il PUC di Forte devasta irrimediabilmente il territorio comunale per tutta una serie di logiche motivazioni, tra cui:

- i dati al 2001 fanno ascendere a 1.162 Ettari su 11.258 dell'intera superficie territoriale, le aree impegnate (consumate) dal processo di urbanizzazione. A questo dato vanno aggiunte le aree dell'ulteriore urbanizzazione verificatasi nel decennio 2001-2010 delle quali non si ha notizia.

- Col progetto Forte le nuove aree impegnate per il decennio 2008-2010 sono quantificate in Ettari 423. Da un esame documentale condotto dalla Li.P.A. le are impegnate sarebbero invece di oltre 520 Ettari. Così che la superficie territoriale impegnata nell'opera di urbanizzazione, a conclusione della previsione decennale del 2018, sarebbe prossima se non superiore ai 2.000 Ettari, pari quasi al 20 % della superficie totale del comune. E' comprensibile come questo dato riveli che è in atto, nel nostro territorio, un crescente processo di polverizzazione dell'entità urbana consolidata e di "agronocerizzazione" della nostra fertile piana. Tutto ciò, in barba agli indirizzi consiliari ed all'art. 2 L.R. n. 16/20004 sul minore consumo di suolo. L'identità storico-territoriale, le bellezze naturali e paesaggistiche, il paesaggio rurale sono sotto pressante attacco: ALTRO CHE PUC

NELL'INTERESSE DELLA POPOLAZIONE!

È ovvio che se non viene bloccata in tempo l'impostazione del progetto Forte, assisteremo alla più devastante manomissione del territorio comunale mai avvenuta nella storia del nostro Comune! Il piano Forte assorbe da solo oltre il 25% del territorio comunale, come mai verificatosi a partire dalla fondazione di Poseidonia sino ad oggi. Il progetto Forte, in contrasto con il deliberato consìliare di cui all'atto n. 65 del 21-luglio-2008, tra le altre cose prevede quanto segue:

a. nuovi insediamenti residenziali (seconde case) in aree del litorale da destinate ad insediamenti turistici-alberghieri e di servizio;

b. ipotizza diffusi insediamenti a tipologia artigianale-industriale-commercialeresidenziale mentre il PIP di Sabatella prossimo alla scadenza «muore", sebbene il Comune abbia speso fin'ora quasi due milioni di euro per una sola strada, tra l'altro ancora inagibile;

c. introduce forti limitazioni alla edificabilità (FVC1) in vaste aree agricole della piana, mentre molte di quelle attigue sono divenute edificabili !

d. introduce una non prevista componente residenziale a "Cannito" con l'eliminazione del campo da Golf;

e. abolisce i PEEP di Capaccio Scalo - Licinella ed elimina le aree destinate agli standards prevedendone una cementificazione con numerosi nuovi palazzi;

f. prevede aree del litorale per la costruzione di oltre 150 appartamenti in luogo di previste attrezzature sportive;

g. consente l'edificazione di 177 aree di completamento B1 e B2 che non rientrano nei parametri fissati dall'art. 2 del D.M: 1444/68 come evidenziato anche di recente da un documento diffuso dall'Associazione Li.P.A.;

h. nega l'edificazione di 439 aree di completamento B1 e B2 che rientrano nei parametri previsti dall'art. 2 del D.M: 1444/68 come ancora evidenziato dal su richiamato documento dell'Associazione Li.P.A.;

i. norma nell'ambito della L. 220/57 condizioni più restrittive della stessa legge.

j. propone nuove strade dalle dimensioni ciclopiche e di nessuna utilità, pur evidenziandosi un evidente contrasto tra le tavole grafiche previste nel rapporto ambientale e quelle della proposta di PUC;

k. prevede aree destinate alle tipologie Hd ed Fd per ben 220 Ettari; I. contempla qualche lottizzazione abusiva con la previsione di condizioni che ne potrebbero legittimare un futuro edificatorio;

Contestualmente alla proposta di PUC sono stati adottati altri atti in contrasto con il programma amministrativo, di cui alla delibera n. 6 del 14-giugno2007. Si tratta dei seguenti atti:

a) revoca delibera n. 120 del 27-12-2007 adottata per dare attuazione all'art. 10 NTA del PRG per completare le opere di urbanizzazione previste dai PEEP;

b) approvazione delibera consiliare n. 6 del 28-02-2010, con la quale veniva consentita la costruzione di otto palazzi col Piano Casa in aree definite degradate, vanificando l'esito positivo della sentenza della. IV Sezione del Consiglio di Stato che inibiva ai proprietari l'uso residenziale di un'area destinata dal PEEP e dal PRG a scuola e altri standards, in violazione dell'art. 2 della L.R: 19/2009;

c) realizzazione di quattro palazzi per circa 52 appartamenti con "finanza di progetto" nelle aree previste dal vigente PRG come area PEEP (lato nord Capaccio Scalo), nel PUC trasformate in Cdl e in B4 tutte edificabili e quindi abolendo, di fatto, gli standards previsti per legge, legati a quei fabbricati già realizzati che attendono ancora da anni gli spazi e i servizi per cui sono stati versati gli oneri;

Nell'attuale situazione della gestione territoriale, infine, merita una considerazione anche la questione del sottodimensionamento e della inadeguata organizzazione dell'UTC, oggetto di severe critiche da parte dei tecnici e dei cittadini che lamentano lunghe attese per il rilascio dei titoli abilitativi. Ciò non di meno va legato alle mie precedenti sollecitazioni di richieste ai competenti organi comunali di esecuzione della sentenza n. 3153/2008 emessa dal Tribunale di Salerno con la quale veniva sancita la reintegrazione dell'Ing. Carmine Greco al Settore Lavori Pubblici.

Il perdurare di siffatta condotta richiederà di affrontare urgentemente la questione relativa al rapporto fra etica e pubblica amministrazione oltre ogni considerazione relativa alle eventuali responsabilità patrimoniali riconducibili ai soggetti inadempienti.

PAOLO PAOLINO



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