
CAPACCIO. È necessario rimettere in salute le finanze degli enti che, mai come in questi ultimi tempi, stentano a far quadrare il bilancio. E allora perché non dare seguito al recente decreto legge che istituisce la tassa di soggiorno? Una proposta alla quale intende aderire il Comune di Capaccio Paestum. L’argomento, infatti, sarà uno dei punti all’ordine del giorno del Consiglio comunale che si terrà il 29 giugno prossimo. Si tratta di un’imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul territorio, da applicare secondo criteri di gradualità, in proporzione alla loro classificazione, da 0,5 a 5 euro per notte di soggiorno. Un provvedimento necessario per rimettere in sesto le finanze dei comuni, sostiene chi l’ha pensata e sostenuta; una gabella inutile e dannosa, ribattono i consumatori e gli operatori turistici. “Non ci siamo inventati niente – afferma il sindaco di Capaccio Paestum, Pasquale Marino – è una legge dello Stato, non è certo una tassa che vuole imporre il Comune. Per quanto ci riguarda noi daremo semplicemente seguito ad una direttiva dello stato attraverso l’applicazione della tassa di soggiorno che dovrà pagare chi alloggia nelle strutture ricettive del nostro territorio. È una tassa che riguarda tutte le aree, come il nostro comune, ad alta valenza turistica”. Potranno, infatti, avvalersi di questa possibilità tutti i comuni capoluogo, oltre alle città turistiche. I bilanci delle amministrazioni, dunque, falcidiati dai tagli del Governo, dopo l’approvazione a Roma del decreto sul federalismo fiscale, potranno ora contare sui denari che incasseranno grazie alla tassa sui pernottamenti in hotel. Un introito cospicuo, se si pensa che la cittadina dei templi registra la presenza, durante la stagione estiva, di oltre 60mila presenze. Il gettito derivante dall'applicazione dell'imposta di soggiorno è destinato, in via esclusiva, a sostenete spese d'investimento per scopi turistici. “In ogni caso, al momento non abbiamo ancora istituzionalizzato nulla. Se applicare o meno la tassa di soggiorno – conclude Marino – lo decideremo nel prossimo Consiglio comunale”. Intanto, gli operatori turistici sono pronti, nel caso di approvazione, ad una vigorosa alzata di scudi per contrastare l’applicazione dell’imposta sul turismo, ritenuta “altamente penalizzante”.