
CAPACCIO. Appalti “sospetti” al Consorzio di Bonifica Sinistra Sele di Paestum. La denuncia arriva dal consigliere regionale dell'Idv, Dario Barbirotti, che ha presentato un'interrogazione a risposta immediata (question time) al Consiglio regionale della Campania. Due le procedure contestate. Le presunte illegittimità farebbero riferimento all'affidamento diretto dei lavori di “sistemazione idraulica a difesa dei centri abitati e riqualificazione ambientale delle aste terminali del fiume Testene e opere di completamento”, per un totale di 677.881,52 euro, alla ditta casertana Pamivit Srl, il cui amministratore è l'imprenditore Pasquale Galoppo I lavori sarebbero stati assegnati senza rispettare le soglie massime stabilite per l'affidamento diretto. Inoltre, alla stessa ditta è stata affidata anche la realizzazione di un acquedotto lungo via Poseidonia, per un importo di circa 60mila euro, senza nessun invito alla presentazione dell'offerta ad almeno cinque ditte. Altro caso sottoposto all'attenzione del Consiglio regionale riguarda la ristrutturazione e l'ammodernamento della rete irrigua di Altavilla Silentina, nel tratto Olivella-Cerrelli-Campolongo (3° stralcio), affidata ad un'Ati (associazione temporanea d'impresa) la cui ditta capogruppo "Pezzella Raffaele", è stata coinvolta in un procedimento penale per reati di camorra, che ha portato all'arresto, lo scorso 2 febbraio, del titolare. La prefettura casertana ha trasmesso una nota al Consorzio di Paestum nella quale venivano evidenziati i legami di natura malvitosa della ditta. Tuttavia, secondo Barbirotti, lo scorso mese di marzo è stato pubblicato l'avviso di avvio del procedimento di pubblica utilità e l'approvazione dei lavori di ristrutturazione della rete irrigua.
A smentire Barbirotti e a difendere la legittimità delle procedure d'appalto, il presidente dell’ente consortile pestano, Vincenzo Fraiese: “Alla luce delle pretestuose interrogazioni a vario titolo presentate da personaggi che di Paestum non si sono mai interessati e che qui nessuno ha mai visto né conosciuto di persona, delle gravi illazioni insinuate e degli esposti anonimi di cui siamo venuti a conoscenza, volti a determinare unicamente un clima di tensione destabilizzante e ad intralciare la corretta attività amministrativa probabilmente su sollecitazione di soggetti avversi, male informati ed inclini alla cura di interessi personali, questo Consorzio preannuncia che ricorrerà legalmente, nelle sedi opportune, al fine di tutelare la trasparenza degli atti, la propria immagine, l’onorabilità degli amministratori e la diligenza dei dipendenti in servizio. L’ente evidenzia che la propria condotta è sempre stata improntata ai canoni della buona amministrazione, all’economicità e all’efficienza dei procedimenti, al rispetto della parità di trattamento e dell’assoluta legalità nell’affidamento delle procedure di pubblica evidenza così come nella fase di realizzazione delle opere affidate alla propria competenza, al fine di perseguire il primario e prevalente interesse pubblico, così come del Consorzio e dei consorziati. Pertanto, relativamente agli appalti contestati, si sottolinea la scrupolosa osservanza delle procedure di affidamento previste dalla legge, così come l’immediata revoca delle gare alle aziende colpite da provvedimenti interdittivi ed antimafia laddove segnalato, a questo ente, dalle prefetture competenti”.
Ai fini della trasparenza amministrativa e soprattutto di una corretta informazione, il Consorzio di Paestum ha reso note le procedure espletate inerenti gli appalti pubblici di seguito elencati:
Lavori completamento Testene
Non si tratta di un lavoro fine a se stesso, ma di opere complementari di un lavoro iniziato nel 2004 per la riduzione del rischio idraulico, per complessivi Euro 600.000,00. Gli interventi, come prescrive la legge (comma 5 dell’art. 57 del D.Lgs. 163/06) sono stati affidati allo stesso operatore economico che ha eseguito i lavori principali. I lavori complementari sono stati richiesti dalla commissione di collaudo in occasione del verbale n. 4 del 30/10/2008, ribaditi dal sopralluogo di monitoraggio effettuato con l’Autorità di Bacino ex Sele il 17/02/2010 e dal sopralluogo di monitoraggio del 08/04/2011 del Settore Difesa Suolo della Regione Campania. I lavori sono eseguiti dall’associazione temporanea d’impresa (ATI) composta dalle aziende specializzate PAMIVIT Srl (amministratore unico Pasquale Galoppo), P.M.V. Costruzioni Srl e C.L. Costruzioni Srl, aventi tutte sede nel comune di Casapesenna (Ce) e non interessate da alcun provvedimento interdittivo o antimafia segnalato a questo ente dalla prefettura competente.
Lavori acquedotto Via Poseidonia (ex Via Sterpinia)
Il lavoro in oggetto, di importo lordo di Euro 39.364,66 (quindi inferiore al limite previsto dalla normativa indicata nell’ultima frase del comma 8 dell’art. 125 del D.Lgs. 163/06) è stato eseguito in urgenza perché il Comune di Capaccio Paestum aveva già avviato l’esecuzione del rifacimento del manto stradale e l’eliminazione delle radici degli alberi della vicina pineta. Sarebbe stato dannoso per tutti eseguire l’intervento dopo il rifacimento del manto e della fondazione stradale. L’azienda esecutrice dei lavori è stata la PAMIVIT Srl di Casapesenna (Ce).
Lavori rete irrigua di Altavilla Silentina - 3° Stralcio
Per il lavoro in oggetto è stato svolta una gara, con il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa. L’espletamento è stato affidato ad apposita commissione di valutazione esterna ed al Responsabile Unico del Procedimento (Rup) individuato nella persona del dott. Michele Marino, all’epoca Direttore dell’Area Agraria di codesto Ente consortile. I lavori, però, non sono stati ancora consegnati, perché, per una delle imprese che compongono l’ATI che si è aggiudicata l’appalto, la Prefettura di Caserta ha comunicato (con informativa prot. 1582/12.B.16/ANT/AREA1^ del 21/02/2011) la sussistenza di cause interdittive di cui all’art.4 del D. Lgs. N.490/94. Il Consorzio, in ossequio all’informativa prefettizia, ha adottato tutti gli atti consequenziali fino alla revoca della stessa gara. Al momento, si è in attesa delle determinazioni del Tar competente per i ricorsi proposti dagli interessati, ovvero quelle dell’ATI composta dalle ditte Pezzella Raffaele (Caserta), Gorrasi Costruzioni Srl (Roccadaspide) e Power Group Srl (Santa Maria Capua Vetere).
Lavoro di sistemazione impianto di sollevamento di Ponte Barizzo
Il problema scaturisce dai danni causati dall’alluvione di novembre 2010, a cui ha fatto seguito il furto dei cavi in rame per un danno complessivamente stimato in circa 100.000 euro, di cui buona parte determinati dal costo del metallo. Attraverso approfondita verifica, l’ing. Guido Contini, individuato Direttore Tecnico del Consorzio per lo svolgimento di una ulteriore valutazione tecnica dei lavori a farsi e dei preventivi pervenuti. L’ingegnere, incaricato anche quale RUP con delibera presidenziale n. 9, verificava e proponeva di utilizzare innanzitutto l’alluminio (molto meno costoso) nonché alcune componenti elettromeccaniche installate presso altro impianto consortile, dismesso di recente, abbattendo così il costo complessivo rideterminato in Euro 38.000,00. Al momento, l’impianto è stato completamente ripristinato ad un costo notevolmente inferiore. I lavori sono stati eseguiti dalla ditta Elettrica Sud di Cosimo Ciuccio.