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Piana del Sele. Racket, estorsione e furti ad agricoltori: arrestata banda di 13 persone
Redazione
30 giugno 2011 06:36
Eye
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EBOLI. Smantellata un’intera organizzazione criminale che operava nella Piana del Sele, esercitando racket, estorsioni e furti: 13 gli arresti effettuati a seguito di un’operazione congiunta di carabinieri e polizia, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno. Nel mirino della banda, circa 30 imprenditori che operano nel campo agroalimentare nella Piana del Sele. Gli arrestati si sono resi responsabili di diversi reati contro il patrimonio, associazione a delinquere, ricettazione, detenzione e porto abusivo di arma finalizzata alla gestione e controllo di attività economiche, racket, estorsioni e furto. Si tratta di Giuseppe Longobardi (49 anni di Eboli), Domenico Rago (23 anni di Eboli), Egidio Giordano (54 anni di Campagna), Gennaro Angellaro (41 anni di Polla), Pierpaolo Rago (23 anni di Battipaglia), William Giglio (34 anni di Eboli), Sadfik Zanfbi (27anni marocchino residente ad Eboli), Antonio Landi (66 anni di Eboli), Alessandro Lavrogna (32 anni di Eboli), Luciano Marmorale (53 anni di Benevento), Aniello Nitto (27 anni di Eboli). L’organizzazione criminale faceva capo a due collaboratori di giustizia, che dettavano modi e tempi di azione all’intero gruppo che, in passato, aveva avuto legami con il clan Maiale: si tratta di Antonino Adelizzi (44 anni) e Cosimo Rago (51 anni), entrambi di Eboli, i quali, dalle località protette, dettavano ordini ai loro sodali, i quali agivano più o meno allo stesso modo con i vari imprenditori: prima venivano rubati alcuni mezzi agricoli e richiesto del denaro per essere riconsegnati, attraverso il cosiddetto 'cavallo di ritorno'. Poi, minacciavano nuovamente gli imprenditori, che sarebbero stati lasciati tranquilli solo se consegnavano denaro. In alcuni casi, sono stati danneggiati mezzi agricoli d'ingente valore utilizzati per l’attività produttiva. Nel corso del tempo, i malfattori avevano esteso il loro raggio d'azione anche su altri territori, avvalendosi dello stesso modus operandi, ovvero a Salerno, Pontecagnano, Battipaglia ed Ascea. Partite le indagini dei carabinieri della compagnia di Eboli, coordinati dal capitano Alessandro Cisternino, e della squadra mobile di Salerno, guidati dal primo dirigente Carmine Soriente, e con le denunce di alcuni imprenditori, si è riusciti a fare piena luce sull’intera banda criminale e sui due presunti capi e collaboratori di giustizia, che vivevano sotto protezione in Liguria: tredici, in totale, le persone finite in manette. Nel corso dell'operazione, sono stati posti sotto sequestro anche stupefacenti, fucili e pistole.

"Si registrava una difficile situazione in cui versano gli imprenditori dell’agroalimentare della zona della Piana del Sele. Il grido d’allarme era stato lanciato da Confagricoltura. Oggi possiamo dire che, grazie a questa operazione congiunta tra polizia e carabinieri, abilmente diretti dal Dda di Salerno, guidata dal procuratore Franco Roberti, abbiamo dato serenità agli imprenditori di un comparto fondamentale per l’economia del salernitano": ha commentato così il questore di Salerno, Antonio De Iesu, le indagini ed il successo dell’operazione.

 

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