AGROPOLI. Parte da Agropoli l’allarme per le conseguenze delle nuove normative introdotte dalla Regione con il regolamento di attuazione della legge 16 del 2004. Ad alzare la voce è il presidente del Consiglio comunale, Agostino Abate, che fa appello ai consiglieri regionali di farsi carico della problematica. A rischio il blocco della programmazione urbanistica del territorio. “Il regolamento blocca i comuni – afferma Abate - con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, affidandoli d’ufficio alla più vasta programmazione provinciale. Lo stesso regolamento blocca l’urbanistica di tutti i Comuni che entro 18 mesi, dall’approvazione dello stesso, non si doteranno del Puc, sebbene il Piano territoriale di coordinamento provinciale, non sia stato ancora redatto”. Nel caso in cui il Puc non fosse approvato al Comune è concessa solo la manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio pubblico e privato. Ad Agropoli dal 1973 vige il piano di fabbricazione. Per la redazione del Puc è in corso uno studio mirato del territorio. Pertanto, è inimmaginabile che entro 18 mesi l’iter possa concludersi, anche in relazione al fatto che il Ptcp non è ancora stato elaborato, né sono state valutate le osservazioni dei Comuni. “I tempi per redigere un Puc – conclude Abate – sono lunghi per la concertazione con la comunità, l’esame delle osservazioni e i pareri obbligatori di numerosi enti. La Regione pensa di risolvere il problema dei tempi affidando l’avvio, l’adozione e la sostanziale approvazione del Puc alla giunta comunale. Al consiglio viene lasciata la sola facoltà di approvare o restituire il piano alla giunta per la rielaborazione. Nella precedente formulazione normativa era il consiglio comunale, che procedeva all’esame delle osservazioni, all’adeguamento della proposta di Puc e all’adozione definitiva”.