Attualità
Capaccio, Rifondazione comunista diffida il Comune
Comunicato Stampa
26 gennaio 2010 10:09
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Il 17 dicembre 2009 i rappresentanti del Partito Rifondazione Comunista  e del costituendo Comitato per l’Acqua Pubblica di Capaccio, preoccupati delle conseguenze derivanti dall’approvazione parlamentare del c.d. decreto ‘Ronchi’ in materia di privatizzazione dell’acqua, hanno promosso l’iter di una proposta di modifica dello Statuto comunale di iniziativa popolare per  assicurare che la gestione e distribuzione dell’acqua rimanga in mano pubblica. Secondo il regolamento comunale in materia, entro 30 giorni dalla presentazione della richiesta, gli uffici comunali sarebbero stati tenuti a dare ai presentatori una risposta riguardo l’ammissibilità della proposta ovvero le eventuali modifiche da apportare. Tale verifica di ammissibilità da parte degli organi comunali è, secondo il regolamento, preliminare alla raccolta delle firme dei cittadini per la presentazione della proposta.
Allo scadere del termine, il Comune non ha ancora dato delle risposte. Il 19 gennaio 2010, i presentatori della proposta hanno presentato una formale diffida nei confonti dell’ente perché, ottemperando ai propri doveri, verifichi entro 15 giorni l’ammissibilità della proposta e/o le eventuali rilievi; in caso contrario, hanno annunciato che non esiteranno ad attivare le autorità amministrative e giudiziarie poste a garanzia dei diritti dei cittadini.



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