Attualità
Politica&Camorra. Gambino tace, Cirielli lo difende. Dal Pdl Capaccio nessuna nota ufficiale
Redazione
17 luglio 2011 09:00
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PAGANI. Pagani trema. All’orizzonte, una nuova raffica di arresti: nel mirino degli inquirenti, sarebbero finiti insospettabili imprenditori, politici e fiancheggiatori dell’organizzazione criminale sgominata dai carabinieri nell’ambito dell’operazione ‘Linea d’ombra’, che ha fatto scattare le manette per sette persone, tra cui l’ex sindaco Alberico Gambino, il presidente della Paganese Calcio, Raffaele Trapani, tecnici comunali ed esponenti del clan D’Auria Petrosino. Ieri, sono iniziati gli interrogatori: sotto torchio tutti i presunti componenti del cartello criminale paganese che, nell’intreccio politica&camorra, dettava legge a Pagani. Scena muta di Alberico Gambino davanti alle domande del Gip Gaetano Sgroia e del pm della Dda, Vincenzo Montemurro. L’ex sindaco di Pagani e consigliere regionale del Pdl, infatti, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nel carcere salernitano di Fuorni, dopo un breve colloquio con i suoi avvocati Giovanni Annunziata e Michele Tedesco, Gambino ha optato per il silenzio davanti ai giudici. “Una scelta strategica”, hanno fatto sapere i suoi due legali, per prendere tempo e valutare la situazione nell’imbastire la linea difensiva da opporre alle pesanti accuse di associazione per delinquere di stampo camorristico finalizzata allo scambio elettorale, sostenute da denunce, testimonianze ed intercettazioni nell’ambito dell’inchiesta condotta dai carabinieri del comando provinciale di Salerno su disposizione della procura antimafia. Anche altri componenti della ‘cricca’, ovvero Antonio e Michele Petrosino D’Auria, Giuseppe Santilli e Francesco Marrazzo, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Decisiva, nel far scattare gli arresti, la denuncia dell’imprenditore Alberico Panico, proprietario insieme ai figli del centro commerciale ‘Pegaso’, principale accusatore di Gambino: continuamente vessato, minacciato e costretto ad effettuare assunzioni di personale compiacente all’organizzazione (molte delle quali avvenute in prossimità di appuntamenti elettorali con Gambino candidato), Panico ha vuotato il sacco ai carabinieri fornendo anche registrazioni telefoniche di conversazioni tenute con i suoi aguzzini.
Se Gambino non parla per spiegare e difendersi, c’è chi lo fa al posto suo e a spada tratta. Tra questi, il presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli: “Conosco da 15 anni Alberico Gambino e da due lo frequento assiduamente. Proprio per questo, non posso credere che sia a capo di un’organizzazione criminale e, perciò, credo nella sua onestà. Tuttavia, da uomo delle Istituzioni, ho grande rispetto e fiducia nell’azione complessiva della magistratura che deve operare sempre nella massima serenità, così come sono convinto della professionalità delle forze dell’ordine che, nel caso specifico, sono anche carabinieri. Il procedimento giudiziario avrà i suoi tempi e le sue fasi, durante le quali Alberico Gambino sarà garantito dalla legge con ampia possibilità di difesa. Sono anche convinto che, alla fine, tutta la vicenda sarà ridimensionata. La camorra, come ritorsione, non ti crea problemi amministrativi o non ti raccoglie i rifiuti, così agiscono i ladri di polli e i prepotenti. E sarà proprio la magistratura a fare chiarezza come è giusto che sia. Non posso dare adito a chi, nel mio partito, vuole adombrare teorie complottistiche. Di certo, né la magistratura né le forze dell’ordine ordiscono complotti, ma si limitano a valutare i fatti, raccogliere prove e dichiarazioni su quanto accade”.
“Sulla vicenda amministrativa di Pagani – puntualizza Cirielli– ho sentito il sindaco facente funzioni, Fabio Petrelli, e condivido la sua determinazione nel fare chiarezza al Comune di Pagani. Fa bene, quindi,  a pretendere le dimissioni degli amministratori coinvolti nella vicenda, pur nel rispetto del principio garantista, infatti, è necessaria un’azione forte che salvaguardi il Comune. La Città di Pagani ha obiettivi importanti da raggiungere e non può essere condizionata in tali vicende”. “In ultimo – conclude il presidente della Provincia - non accettiamo lezioni di moralità dal Pd, fino a prova contraria, nessuna ditta in odore di camorra ha lavorato con la Provincia targata Cirielli. Non si può dire lo stesso per la Provincia targata Pd (vedi il caso del liceo Vanvitelli di Cava de’ Tirreni, o al Comune di Salerno, i lavori di Piazza della Libertà e di via Leucosia). Né, tanto meno, siamo noi che abbiamo dato le case ai camorristi, come sa molto bene il capogruppo del Pd alla Provincia, Nino Savastano”.

Alberico Gambino è stato il 'sindaco più votato d'Italia' e uno dei consiglieri regionali più votati in Campania. Pur essendo di Pagani, molti consensi li ha raccolti anche nel comune di Capaccio Paestum, dove ha tenuto diversi incontri pubblici in campagna elettorale, sostenuto, nel suo programma, da molti esponenti politici locali del Pdl e non solo. Al momento, però, sull'arresto di Gambino il locale circolo coordinato da Franco Sica non ha diramato alcun comunicato ufficiale, tranne le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Sica, e Rosario Catarozzi, a StileTV.



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