
CAPACCIO. Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa diffusa dal consigliere Giuseppe Troncone (nella foto) in merito al recente esposto alla Procura della Repubblica e denuncia su manifesti pubblici dei circoli Pdl-Udc di Capaccio.
"Visto che sono stato tirato in ballo da più di una persona, penso sia doveroso dire la mia nella controversa "parentoli" di Capaccio-Battipaglia. La verità è, come riconosciuto dagli stessi interessati e riportato dagli organi di stampa, che il figlio del sindaco di Capaccio lavora presso l'Alba Ecologia srl di Battipaglia e la figlia del sindaco di Battipaglia Santomauro, è in organico da tempo presso la società in-house Capaccio Paestum Servizi Srl del comune di Capaccio. La levata di scudi dei sindaci Marino e Santomauro non fanno che confermare nervosismo, arroganza e rabbia tanto che, come peraltro ribadito dal consigliere Ragni, nelle loro repliche si notano confusione e imprecisione. Infatti, il sindaco di Capaccio, quale socio unico della società Capaccio-Paestum Servizi Srl riferisce: "Io non sapevo nemmeno che lavorasse per la Sarim", ed ha ragione perché, presso la Sarim, non troverà mai la signora in questione, questa, di fatto, lavora presso la società che lui ed il direttore generale del Comune conoscono bene. Apprendo dal sindaco di Battipaglia che il dott. Marino è ingegnere e non agronomo, come conosciuto in ambito Consorzio di Bonifica.
Tornando seri, penso che ai cittadini di Capaccio e Battipaglia sia difficile far capire il perché nelle assunzioni dirette, il posto di lavoro esiste per i figli di papà e per gli altri, molti altri, no. Il manifesto-denuncia scaturisce da fatti di cronaca locale che hanno evidenziato le proteste e la disperazione di tre padri di famiglia e da quanto portato all'attenzione da due consiglieri comunali del Comune di Battipaglia. Attenziono, per completezza di informazione, che la questione dei tre operai stagionali ex Sarim, è stata oggetto di interrogazione presentata al Sindaco di Capaccio il 22 luglio u.s. con prot. n. 27788, alla quale, come precisato dallo stesso sindaco, sarà data risposta nella prossima seduta del Consiglio comunale. La legge per certi versi, l'etica, la morale politica vogliono che gli interessi personali di pubblici amministratori siano lontano dall'influenza dei poteri di competenza. Quando invece accade il contrario, penso non ci si debba meravigliare se il tutto viene portato alla attenzione dei più. Per tenersi lontani da critiche, basta non cedere alla tentazione e impedire che parenti ed affini entrino nelle orbite di influenza di enti, consorzi e società, rapportati direttamente al proprio ufficio, nel caso al comune.
La reazione scomposta di determinati personaggi pubblici e non, non mi sorprende, mi sorprendono, parzialmente, se vere, le distanze prese dalla posizione del partito, di alcuni consiglieri comunali Pdl. Se per loro la “parentopoli” va bene, o la chiamata diretta al lavoro, in società comunali o di influenza comunale sia ad appannaggio di parenti, affini e amici, lo dicano chiaramente, come in modo evidente e chiaro il sottoscritto e chi frequenta con regolarità la sede del circolo Pdl di Capaccio, hanno detto e dicono NO! a questo stato di cose.
Al sedicente rappresentate Pdl dissociato, con garbo e fermezza, faccio notare che se conosce interessi personali nella denuncia fatta, li evidenzi o, se ritiene opportuno, venga a denunciarli fra quelle quattro mura dove ancora persiste una eco che non mi sarà mai propria.
All'amico avvocato Catarozzi, rammento, visto che lo ha dimenticato, che in merito alle assunzioni in seno al Consorzio di Bonifica, cui fa riferimento, esistono agli atti dell'Ente gli scritti e le critiche alle operazioni, concordate nel partito e mai rinnegati dal sottoscritto. Ricordo di aver riportato, nella sede Pdl locale, anche il richiamo avuto in proposito dal Presidente della Provincia, in quanto suo diretto delegato in ambito Consorzio di Bonifica e del come l'onorevole fosse stato informato male sui fatti accaduti e sulla mia presa di posizione avversa. Informo, inoltre, coloro che colpevolmente erano assenti nel mese di febbraio 2011 presso la sede consortile, che l'assessore Feola, all'atto del mio ingresso ufficiale tra le fila della maggioranza del Consorzio, ovvero all'adesione al Pdl dell'intero esecutivo del Consorzio, ebbe a precisare a tutti che nell'Ente era finita l'era di parentopoli. Quindi, nessuna contraddizione o ripensamento, anzi un riconoscimento di coerenza e serietà. La cosa che mi addolora nella vicenda, invece, è la rassegnazione a questo stato di cose che qualche comune cittadino mi ha confessato, arrivando a dire che pur di non lasciare, o correre il pericolo di lasciare, totalmente nelle solite mani sciagurate le sorti di enti importanti di questo paese, forse sarebbe il caso di soggiacere al ricatto di qualche parentopoli".
Giuseppe Troncone