Attualità
Forestale, maxi operazione contro abusi edilizi
Comunicato Stampa
08 agosto 2011 10:31
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Forestale

 

 

La programmata attività di contrasto agli eco-illeciti e di difesa del patrimonio ambientale portata avanti dal C.T.A. di Vallo della Lucania del Corpo Forestale dello Stato, ha portato di recente alla scoperta di abusi edilizi, soppressione di superficie boscata costituita da macchia mediterranea mediante sbancamento e dissodamento e aperture di piste, nonché abbandono di rifiuti speciali pericolosi nei comuni di Castellabate, Futani e Roccadaspide.
 
Gli Agenti del Comando Stazione Forestale di Castellabate coadiuvati dal Comando Stazione Forestale di Capaccio, nel corso di un servizio mirato al controllo del territorio, hanno scoperto in località “Franco San Giovanni” in agro di Castellabate, in zona soggetta  a tutela paesaggistico ambientale dell’area protetta nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, lavori di sbancamento e di dissodamento di una pendice collinare ricoperta da bosco costituito da macchia mediterranea, la realizzazione di due piste mediante l’ausilio di un escavatore.
Da accurate indagini di P.G. i lavori risultavano essere realizzati senza alcun titolo autorizzativo, nonché eseguiti in area percorsa da incendio verificatosi nel 2007 così come emerso agli atti del Comando Stazione Forestale di Castellabate, in violazione alla Legge 353/2000 sugli incendi “ le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni”.
Accertato l’abuso, gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, sottoponevano a sequestro preventivo l’intera area di circa ha 01.50.00, di numero due piste di larghezza media di circa mt.4 e lunghezza pari a mt.400 circa, deferendo alla competente Autorità Giudiziaria della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, il Sig. A.A. di anni 34 nato ad Agropoli e residente a Castellabate in qualità di committente e proprietario, e il Sig. C. G. di anni 43 residente a Castellabate in qualità di esecutore dei lavori.

Il Comando Stazione Forestale di Montano Antilia, nel corso di un servizio d’istituto alla località “Lagorusso” in agro di Futani, rilevava un’area recintata perimetralmente con paletti in legno e rete metallica con cancello di accesso in legno, al cui interno vi era una struttura adibita a ricovero per animali, costituita da struttura in pali e tavolate in legno e copertura con materiale plastico, il tutto ubicato in prossimità di una via comunale. Dallo stato di conservazione del tavolame e del materiale plastico impiegati per il ricovero, si poteva evincere la sua recente realizzazione.
All’atto dell’accertamento sul posto non veniva riscontrata la presenza di alcuno, veniva solo riscontrata la presenza di una mucca adulta e di diversi vitelli di giovane età, che mediante i codici auricolari degli animali e successivamente tramite il controllo presso la banca dati nazionale zootecnica, si riusciva ad identificare il proprietario degli stessi.
A seguito di ulteriore sopralluogo congiunto con il responsabile dell’UTC di Futani, si accertava che le opere oltre ad essere realizzate su suolo di proprietà del Comune, gravato da uso civico di categoria “A”, erano state realizzate in completa assenza di autorizzazioni. Accertato l’abuso, il responsabile dell’UTC del Comune di Futani, si riservava di emettere ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi, contestualmente le giubbe verdi del Corpo Forestale dello Stato deferivano alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania il Sig. R.G. di anni 35 residente a Futani, per la realizzazione di opere abusive non autorizzate e per occupazione abusiva di suolo Comunale.
 
Infine, il Comando Stazione Forestale di Capaccio congiuntamente al Comando Stazione Forestale di Roccadaspide, a seguito di segnalazione anonima, e mediante una minuziosa ricognizione nella località oggetto della segnalazione, accertava che lungo la strada vicinale che dalla frazione Crispi di Capaccio conduce nella sottostante località “Fonte” di Roccadaspide, in zona “C1 di protezione” del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, nonché in un bosco ceduo di specie quercina, erano allocati rifiuti pericolosi costituiti da: pneumatici in disuso, parti meccaniche di motori di autoveicoli, dai quali si rilevava uno sversamento sul terreno di olio provenienti dagli stessi, tutto il materiale era stipato in cassoni di plastica e bustoni in tela  plastificata coperto con teloni di plastica, nonché un cassone frigo di dimensioni di mt. 2 circa di larghezza di mt.4 circa di lunghezza con una altezza di circa mt.2, al cui interno erano stipati altri pneumatici in disuso.
Al fine di conservare le fonti di prova e per non far portare il reato ad ulteriori conseguenze, gli uomini del Corpo Forestale dello Stato procedeva al sequestro preventivo del cumulo di rifiuti e del cassone frigo. Mediante strumentazione GPS si rilevavano le coordinate del sito, individuando così il proprietario del terreno, il Sig. T.A. di anni 56 residente in Albanella, il quale veniva deferito alla competente Procura della Repubblica di Salerno, per abbandono di rifiuti pericolosi.



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