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Puc di Capaccio: quattro contrade in rivolta
Redazione
02 marzo 2010 10:55
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Valletta_Angelo

 

L’approvazione da parte del Consiglio comunale di Capaccio Paestum della Relazione Programmatica del Puc, redatta dal tecnico incaricato prof. Francesco Forte, ha suscitato reazioni diverse in città, alcune delle quali avverse alle direttive del nuovo strumento urbanistico. A protestare, infatti, sono i residenti di alcune contrade, il cui dissenso è stato espresso da alcuni esponenti politici locali. Singolare il caso delle contrade periferiche di Licinella, Torre di Mare e Santa Venere, dove il consigliere comunale di maggioranza, Angelo Valletta (nella foto), esponente del Pd, dopo aver votato “no” alla Relazione in Consiglio comunale, avrebbe raccolto un documento di protesta dei residenti, in quanto “tagliati fuori dal resto del paese”, a loro avviso, in base alla nuova viabilità attorno alle mura prevista dal Puc, che isolerebbe la tre borgate a sud dell’area archeologica. “Se questo è quanto previsto dal nuovo Puc”, ha lamentato ironicamente Valletta, “allora è meglio che andiamo ad Agropoli. Meglio essere tre frazioni di Agropoli nord, che tre di Capaccio Sud”.

A Gromola, invece, i residenti immaginano addirittura di costituirsi come comune a parte. La provocazione è stata lanciata da Giovanni Piano, pilota civile di aerei presidente del Cua (Comitato utenti aeroporto di Pontecagnano), esponente del centrodestra capaccese, attraverso un singolare manifesto pubblico: “Progettiamo un nostro Comune, con la nostra storia, il nostro sindaco, il nostro stadio, il nostro ufficio postale, il nostro mare ma soprattutto il nostro Piano urbanistico. È l’unico modo possibile per volare in alto”. Si tratta di un chiaro appello all’Amministrazione di Capaccio Paestum, capeggiata dal sindaco Pasquale Marino, per un dibattito-confronto prima della definitiva approvazione del Piano urbanistico comunale.



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