CAPACCIO. Il Comune di Capaccio Paestum fa sul serio e mette mano alle ruspe. Tra ieri e stamani, infatti, sono state messe in sicurezza le aree dove insistono i ruderi abbandonati in località Foce Sele, appartenenti all’ex Villaggio Merola, e l’intero complesso abbandonato dell’ex camping Hera Argiva, alla Laura. Operazioni predisposte al fine di consentirne l’abbattimento da parte dei proprietari, che avranno 15 giorni (dal momento della notifica della relativa ordinanza) per demolire gli edifici abusivi e ripristinare l’originario stato dei luoghi. In caso contrario, provvederà l’ente civico retto dal sindaco, Italo Voza, che poi addebiterà ttute le spese ai medesimi proprietari inadempienti. Sul posto, l’arch. Rodolfo Sabelli (nella foto), dirigente del III settore Urbanistica, e gli uomini della Capitaneria di porto di Agropoli.
“Questa operazione nasce dalla volontà del Comune di Capaccio di conseguire i requisiti per la Bandiera Blu e, di concerto con la Capitaneria di porto, sono state verificate le grandi criticità che vanno eliminate immediatamente – spiega Sabelli - tra queste, vi sono strutture fatiscenti crollate direttamente sulla spiaggia, che insistono ovviamente su aree pubbliche e, quindi, devono essere messe immediatamente in sicurezza ed essere rimosse non solo per il decoro ma anche per la sicurezza e l'incolumità della gente. La segnalazione dei punti di criticità da parte dell’ufficio circondariale marittimo di Agropoli, diretto dal comandante Zagarola, che con il suo staff ha effettuato un'attività di ricognizione su tutto il litorale, ci ha permesso di individuare le priorità”. Ma le abitazioni dell’ex Villaggio Merola risulterebbero tutte abusive e già raggiunte da ordinanze di abbattimento in passato. Sabelli, però, non conferma: “Non è vero che il Villaggio Merola dovrebbe essere tutto abbattuto. È stato costruito negli anni ‘70 con provvedimenti legittimi, e tuttora esiste. Sono le strutture che, purtroppo, fanno questa fine a causa dell’erosione costiera che devono essere rimosse perché ricadono all'interno della riserva Foce Sele-Tanagro e dell’area Sic, dove non è consentita la ristrutturazione edilizia, ma soltanto la manutenzione ordinaria e straordinaria”. Su molte villette, intanto, campeggiano cartelli di note agenzie immobiliari che le propongono in vendita ed in affitto: “Non so se le case circostanti possono essere fittate o vendute – taglia corto Sabelli - non è mia competenza stabilirlo, non saprei cosa dire in merito”.
Assenza dei requisiti minimi di vivibilità, condizioni igienico sanitarie al limite della decenza, topi che gironzolano indisturbati tra rifiuti abbandonati e strutture pericolanti. È questa anche l'attuale fotografia dell’ex campeggio "Hera Argiva", inattivo da diverso tempo, adagiato sulla spiaggia della Laura e colpito da un'ordinanza di abbattimento e di ripristino dello stato dei luoghi. Una situazione di degrado che è stata oggetto di diversi esposti anonimi, a seguito dei quali è stata avviata recentemente un’inchiesta dalla Procura di Salerno, che ha aperto un fascicolo per accertare le responsabilità della mancata risoluzione della problematica e della sussistenza, su pubblico demanio, della struttura fatiscente e pericolosa per chi utilizza l'arenile. Struttura che, circa tre anni fa, è stata venduta. Il nuovo proprietario ha presentato un progetto di riqualificazione approvato dal Comune, che a sua volta ancora attende l'ok della Soprintendenza. Non è escluso che il nuovo proprietario si opponga all'ordinanza di demolizione avendo investito nell'acquisto del camping, che è stato anche oggetto di provvedimenti di sequestro e di sgombero, essendo stato utilizzato come rifugio da cittadini extracomunitari. L'ultimo sgombero della polizia locale è stato effettuato nel febbraio del 2011.