DALLA CORTE D'APPELLO

Roccadaspide, morì nel cantiere: assolti committente e progettista dei lavori

Alfonso Stile
23 giugno 2022 08:39

1816

ROCCADASPIDE. Nella tarda serata del 21 giugno 2022, dopo una Camera di Consiglio, durata diverse ore, dinanzi al Collegio B della Corte di Appello Sezione Penale di Salerno (formato dal presidente Dr.ssa Donatella Mancini, il Consigliere Relatore dr. Ubaldo Perrotta e il Consigliere Sergio De Luca), all’esito della requisitoria del Procuratore Generale, delle costituite parti civili Antonio Quaranta e Mario Quaranta (difesi dagli avv.ti N.M. Melchionda e M. Severino), e dei collegi difensivi degli imputati, per la sig.ra Esterina Lettieri (assistita dagli avv.ti Vincenzo Sangiovanni e Paolo Carrara), per l’ing. Gennaro Gorrasi, assistito dagli avv.ti Cantalupo Gianquirino e Anna Quaglia, per i fratelli Stefano La Manna e Giovanni La Manna (assistiti dagli avv.ti Vito e Donato Mennella), è stata ribaltata la sentenza n. 1837 resa il 3.09.2020 dal Tribunale di Salerno in composizione monocratica, nella persona della dr.ssa Enrichetta Cioffi, che dopo sette anni di istruttoria dibattimentale, caratterizzata da ignobili accuse nei confronti della Lettieri e del Gorrasi, da innumerevoli testimonianze dubbie e reticenti, ritenne colpevoli di concorso in omicidio colposo, per la morte dell’operaio Nicola Quaranta, 40enne di Postiglione caduto fatalmente da un'impalcatura, gli imputati tratti a giudizio nelle rispettive qualità: Stefano La Manna, titolare dell’omonima impresa edile; Giovanni La Manna, direttore del cantiere; Esterina Lettieri, proprietaria e committente dei lavori del cantiere nel comune di Roccadaspide, e l'ing. Gennaro Gorrasi, coordinatore per la progettazione, comminando ai quattro coimputati una pena a tre anni di reclusione ciascuno, senza riconoscere agli stessi le attenuanti generiche in ragione di un ventilato tentativo maldestro di sviare le indagini.

Nel corso del giudizio di appello, ove è stata rinnovata l’istruttoria dibattimentale, acquisite prove ed elementi fondamentali escluse dal giudicante di prime cure, le stesse hanno consentito al Collegio Giudicante di scardinare l’impianto accusatorio formulato dalla pubblica accusa e di riformare una sentenza inaccettabile per gli imputati Esterina Lettieri e Gennaro Gorrasi, i quali non hanno avuto nessun coinvolgimento nella tristissima vicenda di cronaca nera. La Corte ha accertato, infatti, che la mattina del 14 febbraio 2011 presso il cantiere edile di proprietà della sig.ra Lettieri, sito in località Carretiello, non si è verificato l’infortunio sul lavoro ove, a causa delle gravi lesioni fisiche riportate, perse la vita Nicola Quaranta, operaio della ditta edile dei fratelli La Manna. La tragedia, infatti, avvenne in un altro cantiere.

In virtù delle risultanze processuali, la Corte d’Appello ha così riformato la sentenza resa del Tribunale di Salerno, assolvendo con formula piena “per non aver commesso il fatto” gli imputati Esterina Lettieri e Gennaro Gorrasi, dichiarando la nullità della sentenza di primo grado nei confronti di Stefano e Giovanni La Manna, deferendo gli stessi alla Procura della Repubblica, per le determinazioni del caso. La Corte si è riservata trenta giorni per il deposito delle motivazioni.

L’avv. Vincenzo Sangiovanni, quale difensore della sig.ra Lettieri, ha così commentato la sentenza di secondo grado: “Sono soddisfatto per il risultato ottenuto, in quanto dopo due gradi di giudizio, durati dieci anni lunghissimi, tormentati da tensioni, illazioni e maldicenze attribuite alla mia assistita, la stessa si è finalmente affrancata dall’onta del sospetto e ripresa l’onorabilità che le appartiene nella comunità rocchese e non solo, dov’è molto conosciuta e stimata. Inoltre, esprimo vivo apprezzamento per l’intenso e proficuo lavoro svolto dal Collegio B della Corte di Appello Sezione Penale di Salerno, che con equilibrio, puntualità e acume ha reso Giustizia alla memoria della vittima, Nicola Quaranta, in una vicenda giudiziaria delicata e complessa”.

Queste, invece, le parole dell'avv. Gianquirino Cantalupo, legale dell'ing. Gorrasi: "Il collegio della Corte di Appello penale di Salerno ha accertato la totale estraneità dell’Ing. Gennaro Gorrasi, professionista esemplare ed ha ristabilito, con il dispositivo emesso, la verità dei fatti restituendo al mio assistito l’onorabilità e la rispettabilità. L’immane lavoro fatto da questa difesa insieme all’avv. Anna Quaglia e Veronica Pichilli ha consentito ai Giudici di Appello di affermare, fatte salve le determinazioni della Procura della Repubblica, che il grave fatto si è verificato a Mainardi di Aquara e non sul cantiere di Carretiello di Roccadaspide per il quale l’Ing. Gorrasi è stato chiamato quale responsabile per la sicurezza sul lavoro. Oggi resta da valutare il comportamento tenuto da innumerevoli testimoni ascoltati nel processo le cui dichiarazioni hanno contribuito ad inquinare un quadro probatorio che è stato difficile scardinare. Ma i giudici della Corte di Appello non si sono lasciati offuscare ed assolvendo con formula piena l’ing. Gennaro Gorrasi e la proprietaria Lettieri Esterina ha dato pace e giustizia anche al povero Nicola Quaranta. Nessuno potrà risarcire l’Ing. Gorrasi dell’infamia e della sofferenza subita in quasi 10 anni di giudizio per omicidio colposo. Aspettiamo vigili il prosieguo di questa triste vicenda".

commenti
consigliati