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I vaporizzatori per erbe secche: cosa sono e come si usano

Redazione
11 luglio 2022 08:21

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Un vaporizzatore per erbe è uno strumento che si può rivelare davvero utile per chi fuma cannabis e ha da poco cominciato a svapare. Questo tipo di dispositivo si distingue dai vaporizzatori per concentrati proprio perché può essere impiegato unicamente con erba: questo vuol dire che è possibile trarre vantaggio da tutti gli aspetti positivi tipici del fumo di cannabis, evitando però il fumo stesso. Il funzionamento dei vaporizzatori si basa sul riscaldamento e sull’evaporazione dei terpeni e dei cannabinoidi che sono presenti all’interno della cannabis, ma senza ricorrere alla combustione.

Che cosa sono - I vaporizzatori erbe sono studiati per vaporizzare unicamente fiori non trasformati o comunque materia vegetale, a differenza di quelli classici che, invece, possono vaporizzare anche concentrati come crumble, shatter o cere, senza dimenticare gli estratti con anidride carbonica come quelli che si trovano nei vaporizzatori a penna. Il funzionamento è garantito dal riscaldamento a convezione o a conduzione, attraverso il quale i terpeni e i cannabinoidi possono essere trasformati in vapore. In particolare i vaporizzatori a conduzione si servono di elementi riscaldanti per fare in modo che l’erba riceva calore tramite il contatto diretto. È un po’ come quando si cucina: la fiamma del fornello riscalda la pentola, e la pentola calda cuoce gli alimenti per contatto diretto. Proseguendo il paragone culinario, un vaporizzatore a convezione agisce più che altro come un forno, dal momento che l’aria calda viene fatta circolare attorno all’erba. Così la cannabis viene riscaldata in modo omogeneo e graduale, e i composti che si trovano al suo interno possono evaporare ma non bruciano.

La camera del vaporizzatore - In un vaporizzatore, la camera è il punto in cui l’erba viene collocata. I dispositivi di una volta erano dotati di camere in acciaio inox, mentre quelli di ultima generazione nella maggior parte dei casi si basano su camere in ceramica che hanno il pregio di riuscire a riscaldare in tempi più rapidi. Essi, inoltre, hanno altri pregi, in quanto non incidono sul sapore dell’erba e hanno la capacità di trattenere il calore in maniera più efficace. Da qualche tempo a questa parte, diversi produttori di vaporizzatori hanno cominciato anche a usare camere al quarzo, che a fronte di un potenziale difetto (hanno bisogno di una maggiore quantità di tempo per potersi scaldare) sono ritenute le migliori per la capacità di mantenere inalterato il sapore dell’erba naturale.

Gli altri elementi del vaporizzatore - Quasi tutti i vaporizzatori portatili per poter funzionare hanno bisogno di una batteria; di solito si tratta di batterie agli ioni di litio, che possono essere ricaricate. Questa tipologia di batteria, inoltre, si fa apprezzare per altri aspetti, come per esempio la densità di energia elevata e un tasso di autoscarica meno veloce rispetto alle batterie al cadmio. In base al modello, le batterie possono essere rimovibili o fisse. Il bocchino, invece, è la parte attraverso la quale il vapore viene aspirato dalla camera alla bocca. Ce ne sono a forma cilindrica e a forma conica, ma anche piatti; i primi sono più comodi, anche se a causa della loro lunghezza rischiano di rendere l’inalazione complessa. Per avere a disposizione il sapore migliore possibile è preferibile optare per un bocchino di vetro, senza dubbio migliore rispetto alle alternative in plastica dura o in silicone, che però costano di meno.

Il burn-off - Per un uso corretto del vaporizzatore per erbe, un aspetto molto importante è quello del burn-off, a cui per altro non si fa riferimento nel manuale di istruzioni. Grazie ad esso è possibile eliminare eventuali residui dal vaporizzatore; residui che potrebbero derivare dalla produzione o dallo stoccaggio. Una volta che il vaporizzatore è stato caricato, è bene verificare che la camera sia vuota per poi eliminare tutte le particelle visibili. Dopodiché si accende il vaporizzatore e si aspetta fino a che non si riscalda al massimo. Questo processo deve essere ripetuto almeno un paio di volte, affinché tutti i residui possano essere bruciati.

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