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Agropoli, scoperto sadico assassino della prostituta cinese uccisa nel 2018

Alfonso Stile
02 agosto 2022 13:15

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AGROPOLI. Scoperto l’assassino di Lin Suqing, la prostituta 49enne di origini cinesi trovata morta, il 3 gennaio del 2018, in un appartamento in Via Caravaggio ad Agropoli (nella foto). Il pm Vincenzo Palumbo della Procura di Vallo della Lucania, infatti, ha emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti del 58enne Liu Zhijun, anche lui cinese ed ex compagno della vittima, accusato di omicidio con le aggravanti della premeditazione e della crudeltà. A lui, in realtà, i carabinieri della Compagnia di Agropoli risalirono dopo circa un anno, ma la pandemia da Covid-19 ne ha complicato la cattura: a suo carico prove schiaccianti tra immagini di videosorveglianza, intercettazioni, rilievi della Scientifica e relazione del medico legale, dalla quale si evince che la 49enne sarebbe deceduta tra il 30 e 31 dicembre 2018.

L’uomo, difeso d’ufficio dall’avv. Caterina Mastrogiovanni e destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, è latitante da quattro anni: subito dopo l’efferato delitto è fuggito in Cina, rendendosi irreperibile ai fini della notifica del provvedimento. All’esito dell’udienza preliminare per dar luogo al processo, infatti, il gip Sergio Marotta del Tribunale cilentano ha disposto ulteriori ricerche dell’imputato, interessando nello specifico le autorità consolari cinesi in Italia e quelle investigative internazionali, aggiornando il procedimento ad ottobre prossimo. Per l'imputato vige la presunzione d'innocenza, in tutti i gradi di giudizio, fino ad eventuale sentenza di condanna definitiva e irrevocabile.

I DETTAGLI DEL SADICO FEMMINICIDIO – Quello che sembrava un ‘cold case’, dunque, è stato risolto: per la Procura vallese è Liu Zhijun l’autore del femminicidio choc della donna, rinvenuta nuda e distesa nel suo letto, imbavagliata e legata mani e piedi con dello scotch da imballaggio. Dall’autopsia è emerso che Lin Suqing è morta “mediante soffocamento, causato da asfissia meccanica violenta a seguito di compressione del collo e della chiusura degli orifizi respiratori a mezzo di nastro adesivo per pacchi ed un cuscino”.

Residente a Terzigno, la prostituta cinese arrivò ad Agropoli qualche giorno prima di Natale del 2017 per far ritorno, nel Napoletano, subito dopo le feste. Ma, improvvisamente, non diede più notizie di sé. Allertati dal proprietario dell’immobile, i militari dell’Arma entrarono nell’abitazione al terzo piano utilizzando le chiavi di riserva, ritrovandosi davanti agli occhi l’agghiacciante scena: il corpo della donna, in avanzato stato di decomposizione e dall’odore nauseabondo, fece immediatamente pensare ad un omicidio sadico avvenuto giorni prima, come confermato dall’esame esterno sulla salma e dalla successiva autopsia disposte dalla Procura cilentana, dopo i rilievi dei carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile, all’epoca diretti dal m.llo Carmine Perillo, con il coordinamento dell’allora comandante della Compagnia agropolese, Francesco Manna.

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