Ambiente
LA DECISIONE
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Capaccio Paestum, Legambiente lascia storica sede nella Torre 27 del Parco Archeologico
Comunicato Stampa
07 giugno 2023 12:58
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CAPACCIO PAESTUM. Legambiente Paestum sin dal 1998 stipulò un accordo con la Soprintendenza per mantenere aperta la Torre 27, una delle due superstiti sulla cinta muraria a Sud; in seguito si arricchì di una biblioteca tematica su Paestum, un centro di documentazione e stampa a disposizione della cittadinanza, di altre associazioni, di studiosi e turisti; laboratori sui temi del riciclo e cineforum in collaborazione con il Mediterraneo Video Festival, piccoli concerti e spettacoli; l’Osservatorio sul Paesaggio, che organizzava periodicamente incontri, convegni, dibattiti; una lavagna era usata nei corsi di nostri soci esperti per insegnare l’italiano agli stranieri, specialmente migranti; una scrivania dove in collaborazione con l’associazione Kairos fornivamo assistenza legale, e ascolto per tutti gli altri problemi dei ragazzi dei centri di accoglienza che numerosi venivano a prendere informazioni e ad aiutarci nel gravoso lavoro di sfalcio delle erbe lungo la cinta muraria interna ed esterna da via Magna Graecia alla Torre 28, all’angolo sud est delle mura, e sul lato interno fino alla stazione ferroviaria su quello che divenne il “Sentiero della Sirena”, passeggiata guidata da nostri soci esperti su aspetti non considerati ma altrettanto importanti che i templi, come il meraviglioso paesaggio della chora pestana.  

Grandissimo successo con centinaia di visitatori ebbe poi a partire dal 2016 il “Sentiero degli Argonauti” che collegava finalmente i templi al mare nella città intitolata a Poseidon, quando l’appena nominato direttore Zuchtriegel accolse con entusiasmo la nostra proposta di aprire, tagliando con volontari e migranti circa 3600 metri quadri di rovi alti 4 metri che allignavano sul bellissimo basolato del decumano massimo e nascondevano gli edifici pubblici e le ville patrizie che si affacciavano sulla via più importante della città, con portici e botteghe sui due lati, quella che dall’omphalòs, l’ombelico della città, portava al mare passando per Porta Marina e per l’Oasi Dunale di Legambiente, dischiudendo visuali inedite sul paesaggio interno ed esterno alle mura di Paestum.

Sempre nell’ottica della massima collaborazione con il Parco Archeologico, accettammo la sfida lanciataci da Zuchtriegel di valorizzare la parte meridionale dell’area visitabile, lungo il tratto adiacente alla strada. La proposta che gli presentammo fu quella di un allestimento che rispondesse alla domanda che tutti si pongono “come sono stati costruiti i templi?” recuperando dai testi antichi le macchine da cantiere che i greci - valenti marinai che conoscevano carrucole e paranchi – utilizzarono e allestendo una esposizione di modelli in scala costruiti con materiali naturali – pali di castagno, corde di canapa - per avvicinare i giovani all’archeologia ed alla sostenibilità. Con alcuni famosi giochi, rompicapo e scoperte del passato, il tutto configurava un’esposizione che chiamammo “Parco dei Piccoli”.

Tra il 2016 e il 2021 le attività di valorizzazione del patrimonio culturale hanno rivestito il ruolo di strumento chiave per promuovere la conoscenza e il dialogo tra le diverse culture, coinvolgendo, su base volontaria, i richiedenti asilo ospitati nelle strutture di accoglienza e le altre comunità straniere del territorio. Un’esperienza virtuosa che è servita come modello per gettare le basi di INVOLVE (INtegration of migrants as VOLunteers for the safeguard of Vulnerable Environments), un progetto europeo che prevedeva la sperimentazione, in sette località pilota europee (in Francia, in Germania e in Italia) – tra le quali proprio Paestum - di un nuovo modello di inclusione sociale che ha coinvolto le istituzioni locali, i cittadini delle comunità ospitanti e dei Paesi terzi, in percorsi di volontariato volti al recupero e alla valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale.

Dopo questo percorso lungo ed entusiasmante che ci ha visto collaborare con l’allora Soprintendente dott.ssa Giuliana Tocco, con la Direttrice del Museo di Paestum dott.ssa Marina Cipriani, con il Direttore del PAE dott. Gabriel Zuchtriegel e con funzionari, impiegati, custodi ed archeologi, nell’aprile del 2022 si insedia la nuova direttrice che noi con rinnovato entusiasmo incontrammo ed alla quale illustrammo le nostre attività con una ricca presentazione fotografica, sollecitando il rinnovo del comodato d’uso e dell’accordo di programma generale oramai scaduti. 

Solo nell’ottobre 2022 riusciamo a firmare un nuovo accordo di programma e formulare una nuova proposta per la Torre 27, e ci fu richiesto di quantificare sui costi ufficiali il lavoro di scerbatura che effettuavamo e fornire un computo metrico per la manutenzione delle macchine del Parco dei Piccoli. A questi seguirono altri mesi di silenzio fino al 21 febbraio 2023, quando in una breve mail ci viene comunicato che la Torre 27 non è più nella nostra disponibilità. A seguito di tale comunicazione abbiamo dovuto sospendere tutte le iniziative socioculturali che svolgevamo e i lavori di cura della cinta muraria. Infine verso metà maggio 2023 viene pubblicata la manifestazione di interesse a titolo oneroso con scadenza 5 giugno 2023. 

Perché non abbiamo partecipato alla manifestazione d’interesse.

In primis abbiamo constatato l’indisponibilità dell’attuale direzione del PAEVE a dialogare con Legambiente, nonostante la ventennale collaborazione con l’Ente, limitando i rapporti a due mere comunicazioni burocratiche.

Inoltre, leggendo l’avviso pubblico per la manifestazione d’interesse riteniamo che ci sia il rischio concreto di un uso improprio del monumento finalizzato ad attività lucrative da parte di soggetti privati. Per un’associazione no profit è impossibile sostenere la somma prevista più gli oneri connessi alla stipula dell’eventuale concessione del bene, perché le attività socio-culturali che si andrebbero a tenere non comporterebbero introiti. 

Precisiamo infine che il valore economico delle attività di manutenzione ambientale del tratto delle mura che abbiamo curato, secondo i prezzari dell’Anas, ammonta a più di tredicimila euro all’anno. Ci meraviglia che non sia stata presa in considerazione anche questa formula di partenariato sempre giudicata sufficiente per il passato, insieme alle tantissime iniziative socio-culturali che svolgevamo, anziché prevedere la sola concessione a titolo oneroso.

Ci congediamo contenti di questa lunga, bella, faticosa esperienza ma resteremo comunque sempre cittadini attivi nella cura, valorizzazione e fruizione del nostro patrimonio culturale.



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