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LO STUDIO
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Salerno e il valore di quel turismo che rischia di preoccupare
Enrico Serrapede
25 luglio 2023 15:36
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SALERNO. Ben 1,53 miliardi di euro: è questo il valore generato dal turismo salernitano, che rappresenta un asset sempre più rilevante per la Campania. Basti pensare che l’intera regione registra un PIL nell’ordine dei 6 miliardi di euro. La volontà di rendere Salerno, e le molte bellezze contenute nella provincia, una meta ben inserita nel circuito turistico nazionale e internazionale sta portando i risultati sperati dall’amministrazione cittadina e dalle aziende. Complice l’apertura al turismo crocieristico, che ha visto attraccare sulle coste salernitane anche navi extralusso, come la Viking Sea e la Msc Orchestra, una delle ammiraglie di Msc Crociere.

E se queste premesse sono più che positive, le stime dell’Istituto Demoskopika promettono un’estate eccezionale per tutto il comparto turistico della Campania. Lo studio evidenzia infatti un trend in crescita a livello regionale e nazionale, prevedendo un aumento sia delle presenze che degli arrivi.

In particolare, negli anni dal 2020 al 2022 sono stati circa 61 milioni i turisti stranieri che ogni anno scelgono l’Italia come destinazione per le vacanze. Generando oltre 215 milioni di pernottamenti. Ma il trend di crescita è tale che per il 2023 si attendono, a livello nazionale, circa 127 milioni di arrivi e 442 milioni di presenze. Un aumento a due cifre rispetto all’anno passato su entrambi i fronti.

Come è facile immaginare, la Campania risente in maniera decisiva di questa tendenza positiva. Sempre secondo il report “Tourism Forecast 2023” dell’Istituto Demoskopika, per il 2023 sono attesi 5,7 milioni di arrivi e 20,8 milioni di presenze. Rispettivamente un incremento del 13,1% e del 12,3% rispetto al 2022. Quelli relativi alla Campania sono dati al di sopra della media previsionale nazionale e che fanno ipotizzare la generazione di una spesa turistica pari a 5.211 milioni di euro. Il 25,9% in più rispetto allo scorso anno.

Chiaramente il grande afflusso turistico genera anche qualche preoccupazione, soprattutto a livello amministrativo. Oltre alla necessità di predisporre servizi in grado di rispondere ad una presenza di persone tanto elevata, gli amministratori cittadini si preoccupano di gestire le folle e in alcuni casi è già stata ventilata la possibilità di applicare dei limiti di accesso alle località turistiche, trasformandole di fatto in aree a numero chiuso.

A questa possibilità si è detta decisamente contraria Daniela Santanchè. Invece di applicare quelle che ha definito soluzioni facili, il ministro del Turismo vuole risolvere la questione del sovraffollamento turistico dando spazio ad un maggior numero di destinazioni, promuovendo località meno note al grande pubblico, ma non per questo trascurabili. 

"Abbiamo le nostre città d'arte, più 5.600 borghi dove ognuno ha qualcosa da raccontare, ha un pezzo di storia", è ciò che il ministro Santanchè ha dichiarato durante la rassegna "Capri d'autore". E certamente le destinazioni turistiche in Italia non mancano. Oltre alle grandi mete come Napoli, Roma e Venezia, ci sono Favignana, Gabicce, Borgo Camogli e tante altre destinazioni meno famose ma dal grande appeal turistico. Se quindi da un lato il turismo rappresenta un asset di grande rilievo per il paese, preservare le sue bellezze e contrastare il sovraffollamento sono azioni necessarie per mantenere il valore di questo asset. Altrimenti, il rischio è di danneggiare la ricchezza culturale e naturale dell’Italia.



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