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Altavilla Silentina, taglio del bosco per fare cassa: indagato il sindaco Cembalo
Redazione
20 novembre 2023 10:36
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ALTAVILLA SILENTINA. Taglio del bosco in località ‘La Chianca’ per fare cassa ad Altavilla Silentina. Indaga la Procura della Repubblica di Salerno: tre le persone iscritte nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Marinella Guglielmotti, che contestualmente ha disposto il sequestro dell’area ovvero la sospensione dei lavori. Si tratta del sindaco, Francesco Cembalo, del direttore dei lavori Giancarlo Esposito ed il titolare della ditta incaricata, Giuseppe D’Elia. L’ipotesi di reato è l’assenza di autorizzazione paesaggistica per effettuare gli abbattimenti. L’Amministrazione comunale ha annunciato che presenterà ricorso contro il sequestro, sostenendo che l’autorizzazione paesaggistica non sarebbe necessaria. 

Il massiccio disboscamento, nei giorni scorsi, è finite all’attenzione della cronaca alla luce delle plateali manifestazioni di protesta e la denuncia da parte di residenti ed associazioni ambientaliste dello scempio, fino anche in Consiglio comunale: promossa una petizione per fermare le motoseghe, evidenziando il rischio di frane e dissesto idrogeologico. L’intervento rientra nel piano di assestamento forestale 2013-2022 della Regione Campania, con la vendita della legna che consentirà al Comune di Altavilla Silentina di incassare circa 250mila euro. A segnalare alla Procura l’assenza dell’autorizzazione paesaggistica è stata l’associazione ‘Gufi’: l’autorità giudiziaria ha così delegato i carabinieri forestali della Stazione Sicignano degli Alburni all’acquisizione di tutti gli atti presso la sede comunale.

IL COMUNICATO STAMPA DELLA PROCURA DI SALERNO

Il 18 novembre, in Altavilla Silentina, il Nucleo Carabinieri Forestale di Sicignano degli Albumi ha posto sotto sequestro una superficie boschiva di 23 ettari in località Chianca per irregolarità riscontrate nelle operazioni di taglio e denunciato alla Procura della Repubblica di Salerno, per violazioni ambientali, i soggetti che ne hanno disposto ed eseguito le operazioni. Secondo l'ipotesi investigativa il bosco avendo raggiunto la condizione di ceduo "invecchiato", come da limite fissato dal Regolamento Forestale Regionale e dal piano di gestione comunale, non poteva essere interessato da tagli a raso. 



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