Giudiziaria
PROCURA DI VALLO
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Agropoli, maxi frode 4.0: chiuse indagini preliminari, in 268 a rischio processo
Alfonso Stile
10 febbraio 2024 12:35
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AGROPOLI. Frode milionaria nella Formazione 4.0 scoperta dalla Guardia di Finanza di Agropoli nell’aprile del 2023. Il pm Vincenzo Palumbo della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico di 268 persone, 21 delle quali accusate di associazione per delinquere finalizzata all’emissione di fatture false, indebita compensazione di crediti d’imposta e autoriciclaggio.

Secondo l’accusa, avvalendosi di una fitta rete di procacciatori, delegati sindacali e professionisti compiacenti per redigere falsi contratti collettivi aziendali, attestare costi fittizi e rilasciare asseverazioni farlocche, l’organizzazione attestava attività di formazione 4.0 del personale dipendente in realtà mai effettuate: a gestire le pratiche una società di Cicerale, che dai clienti incassava a titolo di provvigione una percentuale sull’ammontare dei crediti d’imposta generati artificiosamente. I restanti 247 indagati, infatti, sono i legali rappresentanti di tutte le imprese che ne hanno poi usufruito, distribuite in 42 province italiane.

Presunto dominus del sistema il noto imprenditore Concordio Malandrino, già coinvolto in altre indagini penali per svariati reati di natura fiscale, tra cui quella inerente la gestione del noto locale dei vip Umamì nel porto turistico di Agropoli: 9 mesi fa, al momento del blitz, non fu possibile notificare un provvedimento di carcerazione, a suo carico, in quanto residente all’estero, nella fattispecie a Dubai, dove vivrebbe tuttora.

Oltre al sequestro preventivo di profitti illeciti per complessivi 57 milioni di euro, 9 in tutto furono le misure cautelari disposte dal gip: ai domiciliari finì anche il consigliere comunale di minoranza Massimo La Porta, tornato poi in libertà nel luglio 2023 allorquando il gip ritenne “fortemente affievolite” le esigenze cautelari.

Gli indagati avranno ora 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive o farsi interrogare dal pubblico ministero, il quale poi dovrà decidere, per ciascuno, se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione. Per tutti vige la presunzione d’innocenza fino a sentenza penale definitiva e irrevocabile. Nel collegio difensivo anche gli avvocati Silverio Sica, Federico Conte, Giuseppe Saccone, Agostino De Caro, Carmine Vitagliano, Attilio Tajani e Nicola Bonora.



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