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IN PRIMO GRADO
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Camerota, processo Kamaraton: chiesti 134 anni di carcere per 44 imputati
Redazione
21 febbraio 2024 10:10
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CAMEROTA. Processo Kamaraton: la pubblica accusa ha chiesto complessivamente 134 anni di carcere per i 44 imputati nell’ambito dell’indagine condotta, dai carabinieri della Compagnia di Sapri, nel maggio del 2019, su delega della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania. Coinvolti ex amministratori locali, consulenti, funzionari e dipendenti del Comune di Camerota: per altre 10 persone, invece, è stata proposta l’assoluzione. 

Al termine di una requisitoria durata quasi tre ore, a formulare tutte le richieste di condanna in primo grado, in alcuni casi pesantissime, è stato il pm Vincenzo Palumbo, titolare dell’inchiesta che disvelò l’esistenza di una vera e propria ‘cricca’ in grado di condizionare la gestione di appalti e servizi presso l’ente civico cilentano. Il 4 marzo prossimo saranno ascoltate le parti civili e le prime posizioni delle difese, proseguendo ad oltranza fino a fine giugno 2024.

Secondo gli inquirenti, le casse comunali venivano usate come carta di credito falsificando sistematicamente i bilanci per coprire le spese pazze di una cerchia di politici spregiudicati in carica dal 2012 al 2017. Perfino la Soget, società esterna che gestiva la riscossione dei tributi, fu trasformata nell’ufficio di collocamento per parenti e amici: una storia di clientelismo e mala gestio culminata con arresti e misure cautelari. 

Un terremoto giudiziario che ricostruì numerosi episodi di corruzione, peculato, abuso d’ufficio, falso in atto pubblico, appalti truccati e distrazione di denaro per mano di un’associazione per delinquere, finalizzata alla commissione di un numero indefinito di reati contro la pubblica amministrazione.

Grazie a fiumi d’intercettazioni e cimici piazzate negli uffici comunali, dal contenuto inequivocabile, furono svelati dagli inquirenti anni di malaffare e corruzione sistematica al municipio: contestata anche l’ammissione di ditte locali prive dei requisiti, con il conseguente turbamento di appalti e affidamenti diretti, per la realizzazione di strade e rete fognaria, nonché per la gestione dei servizi cimiteriali, di refezione scolastica, pulizia dei parcheggi, gestione dell’area portuale, tinteggiatura del municipio, allestimento dei seggi elettorali, incarichi legali, ripetitori di frequenze tv e concessioni demaniali, in alcuni casi in cambio di mazzette.



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