NAPOLI. Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha rilasciato un’intervista al New York Times:
“I tifosi sono miei clienti e lavoro per loro. Nel mio ruolo di presidente devo sempre mantenere un equilibrio, perché da proprietario sono responsabile. I sostenitori vogliono vincere, ma di certo non si può andare in bancarotta, cosa che con me non succederà mai. Italia? In questo momento non abbiamo un presidente della FIGC. Antonio Conte è una persona seria ed ha un contratto con il Napoli, so che non mi abbandonerà mai all’ultimo minuto, anche perché andrebbe a creare un grosso problema al club. Questa squadra è anche una sua creazione. Se mi dicesse adesso di voler andare via, almeno mi darebbe il tempo di riorganizzarmi per la prossima stagione. Con Antonio ci siamo conosciuti dieci anni fa, in vacanza. Mi ha affascinato sin da subito, e quando è arrivato il momento, non ho esitato a farmi avanti per convincerlo a venire a Napoli. Nel calcio i procuratori sono come vampiri che succhiano soldi dovunque. Quando Conte è arrivato da noi, abbiamo ricevuto un’offerta da 200 milioni dal PSG e da altri club per cedere Osimhen e Kvara. Conte chiese almeno di tenere il georgiano, ma alla fine fu un errore perché dopo ci sono stati problemi con l’agente e il padre. I giocatori con meno di 28 anni possono liberarsi facilmente dopo tre anni di contratto, e quindi decisi che era meglio lasciarlo andare”.