SALERNO. EUG Salerno 2026, i Giochi europei universitari in programma fino al 1° agosto nei campus di Fisciano e Baronissi e nelle strutture di 13 comuni delle province di Salerno ed Avellino, sono ormai arrivati al giro di boa. La prima settimana di Giochi ha registrato una capacità organizzativa impressionante, messa in campo grazie allo straordinario lavoro tra l’Università di Salerno, il CUS Salerno e l’ADISURC e il supporto di FederCusi e della Regione Campania.
“I Giochi europei universitari – sottolinea Emilio Di Marzio, presidente del Consiglio di Amministrazione di Adisurc, l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio della Regione Campania – sono davvero un evento fuori dall’ordinario che ha richiesto uno sforzo altrettanto straordinario da parte di Adisurc. Questo impegno si traduce anche in numeri concreti. Siamo passati da una capacità ordinaria di circa 750-900 posti alloggio a quasi 1.800 posti disponibili per accogliere gli atleti e i partecipanti a questi importanti eventi sportivi. Allo stesso modo, nelle nostre mense il numero di pasti quotidiani si è praticamente triplicato. Come presidente del CdA di Adisurc Intendo testimoniare questo straordinario impegno e, soprattutto, esprimere un sentito ringraziamento. Un grazie ai nostri funzionari Ferrante e Solomita e a tutti i dipendenti, dal primo all’ultimo, ai manutentori, al personale di portierato, a chi garantisce ogni giorno la pulizia delle residenze e delle mense e a tutti coloro che, con professionalità e dedizione, stanno rendendo possibile questo risultato. A ciascuno di loro, a cominciare dal Direttore generale Vicini, stiamo chiedendo uno sforzo che va ben oltre gli obblighi contrattuali: uno sforzo fatto di passione, senso di responsabilità e spirito di servizio. Un impegno che, soprattutto in queste giornate segnate da un caldo intenso, pesa sulle fatiche quotidiane, ma che trova la sua ricompensa nel vedere migliaia di giovani provenienti da tanti Paesi vivere insieme lo sport, costruire amicizie, condividere valori e dare vita a uno straordinario esempio di incontro tra i popoli. È questo il significato più autentico di un evento come questo. E siamo orgogliosi, come Adisurc, di offrire un contributo essenziale alla sua riuscita”.
A metà del cammino si può decisamente affermare che EUG Salerno 2026 sta facendo registrare un’organizzazione praticamente impeccabile.
“Siamo ormai al giro di boa di questa straordinaria esperienza – continua Emilio Di Marzio – e possiamo dire che questa prima metà dell’evento è stata davvero intensa. È stata impegnativa, certamente, ma lo stress test è stato superato con successo. Adesso ci attende la seconda parte della manifestazione. Sono in arrivo tanti altri giovani, si svolgeranno nuove competizioni sportive e questo comporterà un ulteriore, grande sforzo sul piano dell’accoglienza e dell’organizzazione. Siamo però convinti di essere all’altezza della sfida. Pur tra le inevitabili difficoltà che un evento di queste dimensioni comporta, stiamo dimostrando che, grazie a una collaborazione straordinaria tra l’Università, il CUS, il Comitato organizzatore, EUSA e tutte le istituzioni coinvolte, Salerno, la Campania e l’Italia sono capaci di ospitare eventi internazionali di questo livello e di farlo con professionalità, efficienza e qualità. È un risultato di cui possiamo essere orgogliosi – aggiunge Di Marzio – e che conferma il valore del lavoro di squadra e dell’impegno di tutti”.
Non è ancora tempo di bilanci, certo, ma l’inizio della seconda settimana di Giochi farà inevitabilmente da apripista ad un inevitabile resoconto su ciò che è stata questa esperienza e soprattutto su quello che, in termini di legacy, resterà in dote all’Università ed all’intero territorio coinvolto.
“Un evento di questa portata – rammenta Di Marzio – lascia sempre un’eredità importante al territorio e alla comunità. È un’eredità che possiamo leggere su due livelli. Il primo è quello materiale, ed è sotto gli occhi di tutti: impianti sportivi riqualificati, strutture di accoglienza migliorate, interventi infrastrutturali che resteranno a disposizione della comunità anche dopo la conclusione dei Giochi. Il secondo è un lascito immateriale, forse ancora più prezioso: l’incontro tra culture, l’amicizia tra i popoli, la capacità dello sport di abbattere barriere e costruire dialogo. In una stagione storica così complessa, segnata anche da tensioni geopolitiche, vedere migliaia di giovani universitari provenienti da decine di Paesi competere, vivere insieme e condividere gli stessi valori è un messaggio di straordinaria forza. Se lo sport riesce a unire i giovani – conclude Di Marzio – allora può contribuire a unire anche i popoli”.