CASTELLABATE. Dalla spiaggia della frazione Lago, a Castellabate, nel cuore della costa Cilentana, spuntano nuovi “rocchi”, i blocchi di arenaria utilizzati per costruire i maestosi templi di Paestum. Si tratta di una decina di elementi cilindrici riemersi nell’ultimo periodo dalla sabbia e dal mare per le forti mareggiate invernali e per l’erosione costiera che non risparmia nemmeno questa parte di litorale salernitano. La presenza dei blocchi di arenaria è stata segnalata alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, che ha già eseguito nelle scorse un primo sopralluogo nel sito già noto come “Campo dei Rocchi”. Gli esperti dovranno verificare se si tratta di nuovi elementi, rispetto a quelli già scoperti negli scorsi anni, oppure di nuove testimonianze che il mare e l’erosione costiera hanno riportato alla luce. Quindi, si deciderà come intervenire per la tutela e la salvaguardia dei reperti. Non si tratta, infatti, di una novità assoluta in quest’area che era un’antica cava frequentata dai greci, poi dai lucani e infine dai romani per l’attività estrattiva. Da questo sito sono partiti, via mare, i blocchi cilindrici usati per edificare i templi nell’area pestana e probabilmente anche di Velia.