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LA NOTA DEL SINDACATO
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Salerno, allarme Cisl: "No al declassamento dei comuni montani e redditi sotto la media nazionale"
Comunicato Stampa
20 gennaio 2026 09:41
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SALERNO. La revisione della classificazione dei comuni montani, destinata a incidere profondamente sugli equilibri sociali ed economici delle aree interne, continua a procedere in un clima di incertezza istituzionale. Il rinvio dell’incontro tra Stato e Regioni, previsto per il 13 gennaio e chiamato a discutere il Dpcm attuativo della legge 131 del 2025, rappresenta un segnale negativo per territori che da tempo attendono chiarezza e garanzie sul proprio futuro.

Un rinvio che suscita forte amarezza nella Cisl di Salerno, soprattutto alla luce delle ricadute che il possibile declassamento di numerosi Comuni potrebbe avere sulle comunità dell’entroterra salernitano, già segnate da isolamento, carenze infrastrutturali e progressivo spopolamento. La riduzione dello status di comune montano inciderà in modo significativo sul profilo socio-economico dei Comuni interessati, abbassando il reddito pro capite sotto la media nazionale e sottraendo strumenti essenziali per sostenere le comunità locali.

"Il rinvio dell’incontro Stato–Regioni è un fatto grave e preoccupante - dichiara Marilina Cortazzi, segretaria generale della Cisl Salerno - perché lascia sospesi centinaia di Comuni e migliaia di cittadini che vivono quotidianamente una condizione di fragilità strutturale. Le aree interne non possono essere trattate come una questione secondaria o rinviabile".

Secondo la Cisl salernitana, la revisione dei criteri di “montanità”, basata quasi esclusivamente su parametri altimetrici e morfologici, rischia di produrre un effetto paradossale: sottrarre risorse e strumenti proprio a quei territori che più avrebbero bisogno di politiche di sostegno e riequilibrio.

"La montanità non è solo una quota altimetrica - prosegue la Cortazzi - ma è fatta di distanza dai servizi, difficoltà di mobilità, carenza di sanità territoriale, scuole a rischio chiusura e opportunità di lavoro sempre più ridotte. Ignorare questi elementi significa non comprendere la realtà delle aree interne della provincia di Salerno".

La segretaria generale richiama inoltre l’impegno della Regione Campania, che sta lavorando nelle sedi istituzionali per contrastare misure che rischiano di penalizzare duramente le aree interne, e sottolinea la necessità di costruire un patto sociale che coinvolga Governo, enti locali e parti sociali, capace di garantire sviluppo economico, coesione sociale e tutela del lavoro.

"Serve un confronto vero, serio e immediato tra Governo e Regioni - conclude la Cortazzi - che tenga insieme rigore tecnico e giustizia territoriale. Ogni ulteriore rinvio rischia di trasformarsi in un danno concreto per comunità già fragili. La Cisl salernitana continuerà a battersi affinché nessun Comune delle aree interne venga lasciato indietro e affinché il riconoscimento della montanità resti uno strumento di tutela dei diritti e non venga ridotto a una mera operazione amministrativa".

La Cisl Salerno auspica che il confronto istituzionale venga riconvocato al più presto, evitando che l’assenza di decisioni condivise si traduca in un ulteriore arretramento delle politiche pubbliche a sostegno dei territori interni e montani, e sottolinea che solo un approccio integrato potrà garantire equità sociale e prospettive concrete alle comunità dell’entroterra salernitano.



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