RUTINO. L'Associazione culturale 'Cenacolo Eleatico' no profit promuove un evento culturale nell'ambito del format 'Viaggio nelle pagine' alla riscoperta del pensiero classico, un progetto specifico tra le attività dell'associazione. Il 'Cenacolo Eleatico' studia e promuove il patrimonio culturale materiale e immateriale di questa ampia parte di territorio un tempo ricompreso in terra lucana, valorizzandone i contesti e le dinamiche culturali. Questo paesaggio di straordinario valore denominato Cilento, insieme al comprensorio del Vallo di Diano e Alburni è stato da sempre crocevia di importanti rotte di commercio ma anche luogo di interazione culturale tra le popolazioni etrusco-greche e lucane.
Un patrimonio identitario diversificato e immanente nel tempo, nato dalla interazione continua tra fattori naturali e umani. Un territorio in cui la biodiversità convive con la storia, l'arte, le tradizioni, i saperi e le pratiche culturali. Il contenitore delle attività dell'associazione 'Cenacolo Eleatico' è questo territorio, anche la scelta di questa denominazione rappresenta un atto intenzionale e riflette una visione, un progetto culturale concreto e simbolico. Definisce l’identità della associazione e sancisce il legame emozionale con questa micro regione. Il cenacolo è ancora il luogo prescelto dove studiosi ed artisti, accomunati da una stessa visione ne condividono i valori.
Visione e finalità che riflette il logo del sodalizio, che si ispira alla rappresentazione ideale di un "cenacolo", luogo deputato alla trasmissione del pensiero classico.
L'evento programmato nella prestigiosa sede di Palazzo Magnoni in Rutino (Sa), dimora afferente la associazione dimore storiche italiane, il giorno 30 luglio p.v. alle ore 18.30, è correlato alla presentazione del testo "Avvocato di paese - racconti di quotidiana giustizia" dell’autore avv. Giuseppe Amorelli, avente origini cilentane.
L'autore ha fissato i ricordi e le esperienze della propria vita professionale nella sua opera, presentando la figura dell'avvocato sospesa tra il passato e il presente, interprete delle leggi e difensore dei diritti, ma anche compositore delle liti e difensore dei diritti. A ben vedere è proprio la costituzione, di cui ricorre l'ottantesimo anniversario, che sostiene i principi di uguaglianza e solidarietà.
La professione di avvocato si fa con il cuore (ct. Pietro Calamandrei). La promessa custodita nelle pagine della costituzione è proprio nel superamento della legalità decrepita a favore di una nuova civiltà giuridica perché " la giustizia è necessaria ma non sufficiente e può e deve essere superata dalla legge della carità, che è la legge dell'amore", frase pronunciata dal beato giudice Rosario Livatino nel 1986.
Giuseppe Amorelli sottolinea che gli avvocati sono i "custodi dei diritti umani fondamentali e delle libertà, così come dello stato di diritto... la tutela degli stessi riposa nella funzione dell'avvocatura. È una funzione sociale, prima ancora che processuale, una funzione 'politica' - nel senso alto della parola, congiunta alla sua funzione istituzionale" - come stigmatizzato dalla risoluzione del 2004 dell'organismo rappresentativo degli avvocati europei.
L'autore scrive: il paese dove sono nato ed esercito la professione è abitato da poche anime. È situato sotto una montagna alle cui spalle, dopo pochi chilometri si giunge a palinuro. La nebbia lo avvolge per molti mesi all'anno e l’umidità la fa da padrone. Già da queste parole ci si accorge che Amorelli è profondamente radicato nel proprio territorio, quel Cilento che ammicca al mare e aspira all'entroterra. I protagonisti della sua vita professionale, dei suoi racconti di quotidiana giustizia , sono anche dei compagni di vita, quelli che lo apostrofano "avvocà”.
"L’avvocato è un compositore (le leggi sono le note, il pentagramma è il codice), è un interprete a cui non deve mai fare difetto l'ascolto, un gesto d'amore, una difesa dei diritti e della democrazia" questo il pensiero del grande Alfredo De Marsico, principe del foro nativo di Sala Consilina.
Il viaggio nelle pagine di "avvocato di paese" è ricco di spunti sociali, di figure tipiche della vita di provincia che oziano al bar, zappano la vigna, si spaccano la schiena tutta la vita, sono costretti ad emigrare, sopportano angherie e tradimenti, figuri che rappresentano l'anima e la memoria storica di ogni comunità rurale.
Sono i custodi delle tradizioni che mantengono vivi i modi di dire, i dialetti e i riti antichi. Ma sono anche coloro che mantengono unita la comunità e quando una mattina non li si scorge più nel luogo dove solitamente si intrattenevano, ci accorgiamo che con loro sparisce un pezzo di storia che apparteneva a tutti. Fare l'avvocato significa ascoltare le storie, ma anche alleviare, infondere coraggio, confortare mentre si utilizzano il sapere legale e la cultura.
L'avvocato è una figura ecclettica che tratta le espressioni più nascoste della quotidianità di ciascuno e gioca un ruolo assai rilevante nella vita pubblica. L'avvocato funge da "filtro emotivo" traducendo il vissuto soggettivo ed emotivo in fattispecie giuridiche oggettive, evitando promesse irrealistiche.
Il 'Cenacolo Eleatico', presentando il testo "Avvocato di paese", torna a parlare di patrimonio identitario e della sua trasmissione gli avvocati possono restituire la memoria dei territori attraverso la loro professione. La formula itinerante del "viaggio nelle pagine" ha restituito voce e spunti di riflessione a una terra impegnata in una sfida immensa per il diritto a restare, cui un passato recente, fonte di esperienza e insegnamento, offre risorse cui attingere.
L'evento si apre con i saluti del sindaco di Rutino, Giuseppe Rotolo, e dei rappresentanti istituzionali presenti, partecipano alla serata numerosi esponenti della classe forense e del mondo letterario e delle arti. Dialogano con l'autore la presidente del 'Cenacolo Eleatico': dott.ssa Mariagrazia Marino, storico dell'arte; la dott.ssa Teresa Magnoni, magistrato del tribunale partenopeo; il dott. Antonio Feleppa, ex magistrato di Cassazione.