Cultura
STATO DI AGITAZIONE
STATO DI AGITAZIONE
Napoli, teatri in mobilitazione per contratto nazionale fermo
Comunicato Stampa
13 aprile 2026 13:59
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NAPOLI. Stato di agitazione nazionale per i lavoratori e le lavoratrici dei teatri italiani, con iniziative anche a Napoli e in provincia. Tra le realtà simbolo della mobilitazione c’è il Teatro Nazionale di Napoli-Teatro Mercadante, dove le maestranze danno lettura, ogni sera, di un comunicato prima dell’inizio degli spettacoli.

Al centro della protesta c’è il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, scaduto nel 2021. Secondo quanto denunciano i sindacati, gli addetti del settore non ricevono aumenti economici dal 2020 e da sei anni stipendi e indennità sono rimasti invariati nonostante la crescita del costo della vita. La mobilitazione riguarda tutte le professionalità impiegate nel sistema teatrale: macchinisti, elettricisti, fonici, tecnici luci, artisti, attori, amministrativi e personale di sala.

Le organizzazioni sindacali chiedono un aumento sostanziale delle retribuzioni poiché quello offerto dalla controparte ad oggi è pari a meno della metà della richiesta fatta dai lavoratori e rispetto alla crescita dell’inflazione. In oltre chiedono l’adeguamento del rimborso pasto, dell’indennità di trasferta e dello straordinario notturno.

Nel testo letto al pubblico, i lavoratori e le lavoratrici dei teatri ricordano che “lo spettacolo dal vivo si regge sul loro impegno quotidiano nei settori tecnico, artistico, organizzativo e amministrativo. Richiamano inoltre – si legge nel comunicato - l’articolo 36 della Costituzione, sostenendo che gli stipendi attuali non garantiscono una retribuzione proporzionata e sufficiente ad assicurare un’esistenza libera e dignitosa”.

I lavoratori denunciano anche che la proposta economica avanzata in trattativa non coprirebbe neppure la metà dell’aumento del costo della vita registrato negli ultimi anni. A ciò, aggiungono, si somma la progressiva riduzione dei finanziamenti pubblici allo spettacolo, che avrebbe indebolito l’intero comparto. “La mobilitazione - spiegano infine i sindacati - andrà avanti in modo responsabile ma con determinazione, fino a ottenere un rinnovo contrattuale ritenuto equo”.



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