POLLICA. “Ho letto le motivazioni con cui il Tribunale di Salerno ha annullato la misura cautelare nei confronti di Fabio Cagnazzo. Il Tribunale esclude la presenza di gravi indizi per il concorso nell’omicidio e, per questo, revoca la misura”. Sono le parole con cui Antonio Vassallo, figlio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo ucciso il 5 settembre 2010 da mano ancora ignota, inizia il suo sfogo sui social, a poche settimane dal proscioglimento del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo dall'accusa di concorso in omicidio.
“Ma nello stesso provvedimento viene descritto un quadro che va ben oltre questo passaggio: si parla di condotte di depistaggio, di interventi sulle indagini, di attività ripetute che avrebbero inciso concretamente sull’andamento dell’inchiesta. Non dettagli marginali, ma comportamenti che il Tribunale stesso qualifica come gravi, concreti e tutt’altro che neutri rispetto alla ricerca della verità” scrive il figlio del sindaco pescatore.
“Ed è qui che nasce una contraddizione che, per me, è difficile da accettare. Perché faccio fatica a comprendere come fatti di questa natura possano rimanere sullo sfondo, senza un processo che li affronti in modo pieno e li porti a una vera definizione, invece di restare dentro una decisione cautelare che ne lascia inevasa la portata” rincara la dose Vassallo.
Una frattura che alimenta interrogativi e lascia sul campo una sensazione irrisolta di incompiutezza giudiziaria.“Dopo aver letto quelle pagine, non è più solo una sensazione personale: è la percezione netta che troppe questioni non siano state davvero sciolte, e che ciò che viene descritto negli atti non trovi poi uno sbocco chiaro e definitivo sul piano della giustizia. E questa è la parte che pesa di più. Perché non si tratta di interpretazioni, ma di ciò che emerge da un provvedimento giudiziario e che resta senza una risposta conclusiva" scrive Antonio Vassallo.
E mentre quelle ombre restano senza una definizione piena, il reintegro nell’Arma finisce inevitabilmente per amplificare lo sconcerto. "Il suo reintegro nell’Arma, in questo contesto, non può che lasciare addosso un senso di forte sconcerto. Perché avviene mentre una vicenda così complessa e delicata continua a presentare passaggi ancora aperti, non chiariti fino in fondo" conclude la nota di Vassallo.