Cronaca
DAI CARABINIERI
DAI CARABINIERI
Truffe telefoniche, scoperta rete criminale con base a Napoli: 8 arresti
Comunicato Stampa
19 agosto 2026 15:42
Eye
  228

NAPOLI. Un nuovo filone d’inchiesta, a cui è stato dato il nome “Fumo del Vesuvio 2”, in segno di continuità con l’operazione che nel mese di marzo 2025 aveva permesso di arrestare 10 soggetti e denunciarne altri 29 per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe agli anziani anche con il metodo del “finto Carabiniere”.  L’attività investigativa che ha portato all’operazione eseguita oggi nelle province di Napoli, Caserta, Isernia e Salerno, con la quale sono stati colpiti da una Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere 3 soggetti – presunti vertici dell’associazione per delinquere smantellata – mentre ad altri 3 è stato notifica l’obbligo di dimora nel comune di residenza, oltre ad altri 10 denunciati, ha preso le mosse all’inizio del 2025 a seguito di un tentativo di truffa sventato ad Aurisina il 25 gennaio e ad una truffa consumata poche ore dopo a Muggia dal medesimo autore. 

Nell’occasione, il giovanissimo trasfertista aveva invano raggiunto in località “Visogliano” l’abitazione di due anziani coniugi, i quali, caduti inizialmente nel tranello, con l’aiuto di amici giunti inaspettatamente a casa si avvedevano finalmente del raggiro e interrompevano la telefonata truffaldina. Nel mentre il corriere, dopo un breve impaziente “assedio” fuori dalla recinzione dell’abitazione dei coniugi, veniva comandato dai suoi mandanti di desistere e di cambiare obiettivo per avviarsi, a bordo di un taxi, presso una nuova vittima, a Muggia, a cui purtroppo, in un attimo di disattenzione, il giovane sottraeva il denaro e gli ori racimolati dall’anziana signora e si dava a precipitosa fuga. Le indagini immediatamente avviate dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Trieste consentivano di identificare in pochissimi giorni il giovanissimo corriere riuscendo così ad identificare, man mano, dapprima i suoi mandanti e, successivamente, anche gli altri membri dell’associazione per delinquere in cui era stabilmente inserito. Inoltre, a distanza di poco più di due settimane dagli eventi a Muggia ed Aurisina, con la collaborazione dei colleghi di Torino, i militari del Nucleo Investigativo di Trieste riuscivano a far cogliere il giovane trasfertista nella flagranza di una truffa appena commessa ai danni di un’anziana signora, con recupero integrale della refurtiva per un valore pari ad € 33.000 circa.

Ebbene, come sopra anticipato, gli investigatori, forti della specifica esperienza maturata con le indagini svolte nell’ambito dell’operazione “Fumo del Vesuvio”, avviavano da subito attività tecniche e indagini più mirate che permettevano in breve tempo di pervenire all’individuazione di una ben consolidata struttura criminale radicata nei quartieri del centro storico e dell’area orientale del capoluogo partenopeo, con ramificazioni nei comuni della immediata periferia nordorientale e dell’area vesuviana, riuscendo altresì ad identificare vari appartenenti al sodalizio ed, in particolare, i capi e promotori – nei confronti dei quali è stata emessa ordinanza di custodia cautelare – nonché la principale manovalanza, individuandone rango e ruolo all’interno della gerarchia malavitosa.

Gli elementi di convergenza con la precedente operazione “Fumo del Vesuvio”, infatti, tra i quali sicuramente l’origine campana dei soggetti individuati, hanno consentito da subito di allargare ulteriormente il quadro investigativo con il coinvolgimento dell’Arma di Napoli che ha fornito una collaborazione fondamentale in termini di informazioni e supporto. Proprio questo ulteriore passo in avanti ha consentito di individuare ulteriori soggetti ma soprattutto di scoprire e in alcuni casi di prevenire truffe perpetrate in tutta Italia, sicuramente in Friuli Venezia Giulia, ma anche in Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Marche e la medesima Campania, in particolare consentendo di trarre in arresto nella flagranza o quasi flagranza di reato 5 autori di 3 truffe, recuperando per intero la refurtiva. Complessivamente, al momento, comprese le misure cautelari odierne, sono stati arrestati 8 soggetti, altri 19 denunciati in stato di libertà, scoperte 18 truffe e recuperati circa 50.000 euro di proventi. 

Le indagini hanno acclarato l’esistenza di una strutturata di tipo piramidale che vede alla base gli esattori, al centro i telefonisti e al vertice gli organizzatori. I telefonisti sono ubicati in località remote (in particolare nel centro storico della città di Napoli) mentre gli esattori operano in loco per l’accaparramento dei proventi dei delitti. Accanto a questi sono presenti altre figure che si occupano del procacciamento di SIM telefoniche intestate fittiziamente a persone ignare, del noleggio di autoveicoli, della ricettazione dei preziosi, del reclutamento di “manodopera” occasionale, e di ogni altro aspetto di carattere logistico. 

L’attività investigativa svolta ha permesso inoltre di raccogliere significativi e solidi elementi di prova utili a dimostrare la connotazione associativa del sodalizio criminoso, il cui capo indiscusso è stato identificato in un 30enne, originario di Casalnuovo di Napoli ma da tempo trapiantatosi nel quartiere Barra di Napoli, che si avvaleva della stretta collaborazione di altri soggetti non nuovi nella specifica attività criminosa in argomento, in quanto già indagati o condannati per fattispecie di reato associative finalizzate alla commissione di truffe ad anziani.

Questi sodalizi criminali non agiscono in modo improvvisato, ma sono strutturati come vere e proprie “aziende” del crimine. Spesso si auto-definiscono utilizzando termini come “squadra”, “paranza” o “banda”, al cui vertice figurano capi chiamati gergalmente “o’ boss” oppure “o’ Mast”. Molte di queste organizzazioni hanno una “centrale operativa” stabile (frequentemente basata nel Napoletano) dalla quale coordinano colpi in trasferta su tutto il territorio nazionale.

La divisione dei compiti è netta e specializzata: i promotori (i vertici) gestiscono l’organizzazione, reclutano il personale e forniscono il supporto logistico, come il noleggio di autovetture pulite per gli spostamenti e la fornitura di utenze telefoniche usa e getta.  Il telefonista (il regista) è la mente operativa della truffa e agisce dalla centrale operativa. Dotato di grande abilità persuasiva e freddezza, ha il compito di agganciare la vittima, creare il panico e manipolarla psicologicamente fingendosi un rappresentante delle istituzioni (spesso un Maresciallo dei Carabinieri).  Il falso parente (l’attore) è un complice che affianca il telefonista. Interviene brevemente nella chiamata fingendosi il figlio o il nipote della vittima, simulando pianti disperati e chiedendo aiuto per aumentare il carico emotivo dell’anziano.  Infine c’è il trasfertista/corriere (l’esattore), che è il malvivente sul campo. Spostandosi in treno, autobus o, soprattutto, in auto a noleggio per l’Italia, si reca fisicamente a casa delle vittime assumendo il ruolo del finto avvocato, del finto cancelliere del tribunale o del collega del carabiniere. Il suo unico scopo è prelevare materialmente il denaro e i gioielli per poi dileguarsi.

L’inganno segue un copione collaudato e si basa su due leve potentissime: l’affetto per i familiari e il rispetto e il timore verso l’autorità. L’azione si sviluppa tipicamente in quattro fasi:

• fase 1: la selezione e l’aggancio. I truffatori selezionano le vittime spesso sfogliando gli elenchi telefonici o facendo ricerche su internet alla ricerca di nomi tradizionali che possano suggerire un’età avanzata della persona, in ogni caso contattandoli sulle utenze fisse, nella quasi totalità in uso ormai solo a persone non più nel fiore degli anni. Il telefonista chiama spacciandosi per il finto carabiniere e comunica una notizia tragica e improvvisa: un figlio o un nipote ha causato un grave incidente stradale con feriti, è stato arrestato per una rapina, o ha problemi insormontabili con l’assicurazione;  

• fase 2: l’isolamento psicologico. Per impedire alla vittima di ragionare lucidamente, il finto militare applica una pressione psicologica spietata. Mantiene la vittima costantemente al telefono, ordinandole di non chiudere la conversazione. Si fa rivelare l’utenza cellulare eventualmente posseduta dall’anziano in modo da tenergliela occupata con un’altra comunicazione avvalendosi dell’aiuto di un complice. In questo modo, l’organizzazione assume il controllo totale dell’anziano, impedendogli di compiere l’unica azione che sventerebbe la truffa: telefonare al vero nipote o al 112;  

• fase 3: la richiesta economica (la finta cauzione). Il finto carabiniere spiega che, per evitare il carcere o gravi ripercussioni legali al parente, è necessario pagare immediatamente una fantomatica “cauzione” o un risarcimento. Se l’anziano non dispone di liquidità sufficiente (le richieste spaziano da migliaia a decine di migliaia di euro), il malvivente lo convince a raccogliere tutti i gioielli e gli ori di famiglia. In alcuni casi spingono la vittima persino a cedere le proprie carte di debito fornendo telefonicamente il codice PIN;  

• fase 4: il ritiro della refurtiva. Mentre il telefonista tiene ancora la vittima ostaggio della conversazione, preannuncia l’arrivo imminente di un delegato. Pochi minuti dopo, il “trasfertista”, travestito o presentatosi nei panni di un avvocato o di un funzionario, suona al campanello, ritira il bottino preparato dall’anziano terrorizzato e si dà alla fuga. Solo a distanza di ore, riuscendo finalmente a contattare i veri familiari, la vittima realizza il raggiro.

Gli anziani infatti, spesso soli, sono facili vittime di malintenzionati pronti a sfruttare la loro buona fede e le loro vulnerabilità. Sebbene si tratti di un fenomeno nazionale, a Trieste assume un carattere particolarmente significativo, attesa la composizione demografica della popolazione residente.

Si precisa che il procedimento penale si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

 



Logo stiletvhd canale78
Immagine app 78
SCARICA
L’APP