Giudiziaria
ALTRI DUE INDAGATI
ALTRI DUE INDAGATI
Caivano, operaio morto: assunto il giorno dopo l'incidente, arrestato il datore di lavoro
Comunicato Stampa
09 ottobre 2026 14:05
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CAIVANO. Nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, i Carabinieri della Stazione di Caivano, supportati dalla locale Compagnia, hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di una persona di anni 37, residente in Caivano, gravemente indiziata del reato di omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme per la prevenzione dei medesimi infortuni. Il destinatario della misura è il datore di lavoro dell'operaio Salvatore Calignano, che ha tragicamente perso la vita a seguito di un infortunio sul lavoro avvenuto lo scorso 2 ottobre in Caivano.

Allo stato risultano indagati per omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme per la prevenzione dei medesimi infortuni in cooperazione colposa anche il committente dei lavori e proprietario del capannone, dal quale è precipitato il lavoratore poi deceduto il giorno seguente presso l'ospedale "San Giuliano" di Giugliano in Campania. Le investigazioni hanno consentito di addivenire ad una puntuale ricostruzione della dinamica dell'infortunio mortale. Tale risultato investigativo è stato raggiunto superando le iniziali difficoltà derivanti dal contesto ambientale ed in particolare dalla difficoltà iniziale di reperire persone informate sui fatti disposte a collaborare. Solo successivamente all'acquisizione fatte dai sistemi di videosorveglianza presenti sul luogo del fatto, che consentiva di risalire a coloro che avevano assistito all'evento, si procedeva all'escussione di numerose persone informate sui fatti che, dopo l'iniziale timore, hanno deciso di collaborare con gli investigatori superando ogni reticenza. In particolare, è stato accertato -allo stato delle indagini tuttora in corso- che l'operaio è precipitato dal tetto di un capannone, sul quale stava effettuando lavori edili insieme ad altri due operai irregolari. Le immagini acquisite e analizzate dai Carabinieri hanno evidenziato con assoluta chiarezza la totale assenza di presidi e cautele per i lavoratori impiegati in quota. Dalle medesime immagini, e dagli ulteriori elementi raccolti, tra cui l'acquisizione delle registrazioni delle telefonate effettuate al 118 e i dati gps dell'ambulanza, risulta che il luogo in cui il lavoratore è stato soccorso coincide con quello in cui è precipitato al suolo. Non hanno, pertanto, trovato, allo stato, alcun riscontro, le iniziali ipotesi dello spostamento del ferito ad opera di terze persone né tantomeno quella dell'omissione di soccorso.

Il lavoratore, infatti, è stato immediatamente soccorso da persone estranee ai fatti presenti sul posto, che hanno prontamente contattato il 118 e atteso l'arrivo dell'ambulanza. È stata appurata, sul luogo del fatto, anche la presenza del datore di lavoro colpito dall'odierna ordinanza cautelare, che nella stessa data in orario successivo al tragico infortunio, ha formalmente registrato l'assunzione del lavoratore con decorrenza dal giorno precedente, simulandone un regolare rapporto lavorativo. Il provvedimento odierno è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, verso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari sono persone sottoposte alle indagini, quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

LE REAZIONI

“L’arresto del datore di lavoro di Salvatore Calignano è certamente una notizia per la risposta rapida di magistratura e forze dell’ordine alla famiglia del povero operaio di Caivano, ma anche a chi pensa che sulle morti sul lavoro ci sia impunità”. Così il segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, commenta l’arresto eseguito dai Carabinieri su ordine del gip del tribunale di Napoli Nord nei confronti di 37enne di Caivano, accusato di omicidio colposo e omissione colposa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

“Grazie al lavoro della Procura – ha aggiunto Ricci – ora sappiamo che non solo Salvatore, ma anche gli altri due operai al momento della tragedia, non erano regolarmente inquadrati. Come abbiamo già ribadito, confermiamo la nostra vicinanza alla famiglia e ci costituiremo parte civile appena si aprirà il processo penale a carico dei responsabili di questo omicidio sul lavoro”.



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