Giudiziaria
LO SFOGO DELL'EX SINDACO
LO SFOGO DELL'EX SINDACO
Eboli, processo sulla gara per l'assistenza agli anziani: assolti Cariello e tutti gli imputati
Redazione
29 ottobre 2026 08:29
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EBOLI. Presunto bando manipolato per l’assistenza domiciliare agli anziani non autosufficienti ad Eboli nel 2018. Al termine di una lunga camera di consiglio il Tribunale di Salerno, accogliendo la richiesta avanzata dalla stessa Procura, ha assolto con formula piena "perché il fatto non sussiste" tutti gli imputati, ovvero l'ex sindaco Massimo Cariello, l’ex dirigente del piano di Zona, Giovanni Russo; il funzionario comunale in pensione, Agostino Mastrangelo; la dipendente comunale Erminia Pendino e due imprenditori, Antonella Giarletta e suo marito Raffaele Forte, dirigenti della cooperativa CSM Service. Per tutti era stato contestato il reato di turbata liberà degli incanti, in concorso.

"Oggi si è chiusa una pagina importante di una lunga vicenda giudiziaria che mi ha segnato profondamente, che per anni mi ha esposto a polemiche, titoli di giornale e accuse, alimentando tensioni in un settore delicato come quello delle politiche sociali. Questa sentenza rappresenta un punto fermo e una tappa importante di un percorso umano e giudiziario estremamente difficile - ha commentato Cariello sui social - credo di aver pagato, e di continuare a pagare, un prezzo altissimo per essere stato un sindaco nato tra la gente e sostenuto dalla gente, senza dinastie politiche né cognomi capaci di aprire le porte del potere. A Eboli, la mia libertà da certe appartenenze sembra essere diventata, per alcuni, un ostacolo da colpire. Quando la politica rinuncia al confronto e sceglie di alimentare decine e decine di denunce ed esposti, il danno non è solo personale: si rischia di soffocare il dibattito e di rallentare il cambiamento. Non intendo giudicare le intenzioni di chi ha agito, né il lavoro della magistratura, chiamata inevitabilmente a esaminare le segnalazioni ricevute. Ma proprio questo è il punto: quando gli esposti diventano decine e decine, la macchina della giustizia è chiamata ad attivarsi, e chi li subisce finisce per pagare un prezzo umano, politico e personale enorme".

"È questa la ferita che porto dentro: aver dovuto difendere non solo il mio operato, ma anche la libertà di fare politica senza padrini, senza appartenenze e senza rinunciare al legame più importante, quello con la mia gente. Posso però raccontare il peso che tutto questo ha avuto sulla mia vita e sulla mia esperienza amministrativa. Oltre 80 esposti, più di 40 procedimenti giudiziari, una pressione che ha segnato me e la mia famiglia - aggiunge con amarezza l'ex sindaco - il bilancio che ho ricostruito comprende 33 archiviazioni, 5 assoluzioni, 2 procedimenti ancora in corso e una condanna definitiva. Non nascondo nulla, neppure quest'ultima. La riconosco come esito giudiziario definitivo, pur continuando ad avere le mie convinzioni e le mie riserve su quella specifica vicenda. Continuerò a percorrere tutte le strade che ritengo legittime per far valere le mie ragioni, valutando anche il ricorso agli strumenti di tutela previsti in ambito europeo e la presentazione di una domanda di grazia al Presidente della Repubblica. Ritengo che questa condanna rappresenti un'ingiustizia e contesto una ricostruzione che, a mio avviso, si concentra su presunte intenzioni, anziché su un fatto concretamente verificatosi".



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