Giudiziaria
IMPOSTO OBBLIGO DI DIMORA
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Capaccio Paestum, patto elettorale politico mafioso: revocati i domiciliari a Bernardi e Pecora
Alfonso Stile
21 maggio 2026 20:20
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CAPACCIO PAESTUM. Presunto patto elettorale politico mafioso, a Capaccio Paestum, in occasione delle Elezioni Amministrative 2019. I giudici della prima Sezione penale del Tribunale di Salerno, in composizione collegiale, hanno accolto la richiesta di revoca o mitigazione delle misure cautelari presentata dai legali degli imputati Antonio Bernardi e Michele Pecora, il 18 maggio scorso, in occasione della prima udienza del processo: per entrambi, gli arresti domiciliari sono stati sostituiti con l’obbligo di dimora nella città dei Templi. 

Il pm aveva espresso doppio parere contrario e non è escluso che possa presentare ricorso: intanto, l’alleggerimento del quadro cautelare potrebbe indurre anche i legali dell’ex sindaco Franco Alfieri e dell’imprenditore pregiudicato Roberto Squecco a presentare medesima istanza di revoca o sostituzione della misura degli arresti domiciliari, il 10 giugno prossimo, in occasione della seconda udienza.

Nel sottolineare la gravità dei reati contestati e del periodo di reiterazione degli stessi, i giudici hanno però ritenuto di affievolire le misure afflittive in virtù del tempo trascorso dall’applicazione delle stesse, ovvero 1 anno e 2 mesi; del comportamento esemplare tenuto dagli imputati nel rispettare le prescrizioni e per aver reso interrogatori manifestando sempre una condotta collaborativa.

L'x vigile urbano Bernardi (attualmente sospeso dal servizio), in particolare, dopo aver trascorso anche un mese in carcere a Fuorni, ha provveduto al risarcimento del danno in favore dell’ex assessore Maria Rosaria Picariello, facendo un’offerta riparatoria anche ad Alfieri, seppur rifiutata dall’ex sindaco: nel manifestare resipiscenza, ha chiesto l’accesso ad un programma di giustizia riparativa.

Bernardi e Pecora (ex addetto al cimitero), insieme a Squecco, sono accusati di tentata estorsione in concorso, aggravata: l’imprenditore capaccese si sarebbe avvalso dei due sodali per rivolgere, per il tramite dell’ex assessore Mariarosaria Picariello (la cui posizione è stata archiviata) ed allo stesso Alfieri, minacce di atti intimidatori e ritorsivi per non far abbattere lo stabilimento balneare lido Kennedy, di proprietà dello stesso Squecco.

Bernardi è difeso nel procedimento dall'avv. Mario Turi, Pecora invece dall'avv. Francesco Raeli.



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