Giudiziaria
LA SENTENZA
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Capaccio Paestum, appalti al cimitero: Cassazione annulla condanne per Ragni e Ciuccio
Alfonso Stile
23 maggio 2026 08:38
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CAPACCIO PAESTUM. Appalti al cimitero di Capaccio Capoluogo: dopo 8 anni, la Cassazione chiude definitivamente la querelle giudiziaria che ha coinvolto gli ex amministratori capaccesi Nicola Ragni e Roberto Ciuccio, all’epoca dei fatti vicesindaco e consigliere di maggioranza. 

Con apposita sentenza, infatti, i giudici della sesta Sezione della Suprema Corte hanno “annullato senza rinvio perché il reato è estinto per prescrizione” la sentenza con la quale la Corte d’Appello di Salerno aveva condannato Ragni a 2 anni e 2 mesi, e Ciuccio a 2 anni e 8 mesi, per il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità, confermando le pene inflitte in primo grado dal Tribunale di Salerno. 

Per Roberto Ciuccio, che successivamente aveva ricoperto per diversi anni la carica di presidente del Consorzio Bonifica di Paestum, decade anche la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici.

Gli episodi contestati risalgono al 2015: le indagini, incentrate sui lavori di ampliamento del cimitero comunale al Capoluogo, ebbero inizio a fine 2014 a seguito di un’interrogazione consiliare sui legali rappresentanti delle imprese dell’ATI cui fu affidato l’appalto, attinte da interdittive antimafia. Nel 2018, il rinvio a giudizio per 8 indagati. Ragni e Ciuccio, professatisi sempre innocenti, sono stati difesi in tutto il procedimento, rispettivamente, dagli avvocati Domenico Guazzo e Michele Tedesco.



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