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Asl Salerno, dialisi domiciliare nelle aree interne: progetto premiato al Patient Engagement Award
Comunicato Stampa
09 luglio 2026 16:55
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SALERNO. Il progetto dell’ASL Salerno dedicato allo sviluppo della dialisi domiciliare per i pazienti delle aree interne e disagiate si è aggiudicato il primo premio del “Patient Engagement Award”, il concorso promosso da Helaglobe dedicato alla valorizzazione delle migliori esperienze in grado di innovare e generare un impatto positivo nella vita delle persone con patologia e dei loro caregiver. 

Il prestigioso riconoscimento, giunto quest’anno alla sua quarta edizione, è stato conferito all’ASL Salerno del Direttore Generale e Vice Presidente Nazionale di Federsanità ing. Gennaro Sosto questa mattina, presso il Duo Milan Porta Nuova di Milano.

La progettualità premiata risponde in pieno alle indicazioni della Regione Campania sull’assistenza territoriale e sulla casa come primo luogo di cura. Essa, infatti, consente di effettuare la dialisi direttamente a casa del paziente, nell’ottica del paradigma della “casa come primo luogo di cura” propugnato dal Direttore Generale Sosto al fine di migliorare le condizioni di vita delle persone sottoposte a dialisi. 

Una prassi innovativa, che umanizza il processo di somministrazione a cui sono soggetti molti pazienti, soprattutto quelli lontani dai punti di dialisi ospedaliera aziendale, eliminando i disagi legati agli spostamenti, fino a ieri inevitabili.

Il progetto è coordinato dalla UOC di Nefrologia dell’ospedale di Eboli diretta dal dr. Giuseppe Gigliotti: “Il rene artificiale domiciliare -ha dichiarato- è una tecnologia fortemente voluta dall’Azienda per migliorare le condizioni di vita delle persone sottoposte a dialisi, umanizzando il processo di somministrazione e che nel prossimo futuro coinvolgerà un numero sempre maggiore di pazienti arruolabili, soprattutto quelli lontani dai punti di erogazione della dialisi ospedaliera aziendale”.

Il servizio, riferito prevalentemente ai residenti di comuni con particolari difficoltà nell’accesso alle cure dettate dall’area geografica di residenza (aree interne e aree disagiate), è un incontro tra medicina di prossimità e telemedicina, attraverso cui diventa possibile fornire un trattamento di alta qualità e personalizzato, offrendo al paziente una maggiore flessibilità, autonomia e un miglioramento della qualità della vita, garantendo prossimità ed equità d’accesso alle cure. 

Il rene artificiale, anche grazie alla teleassistenza, è la giusta integrazione tra l’aspetto ospedaliero e l’opportunità delle cure domiciliari: il servizio, riferito prevalentemente ai residenti di comuni con particolari difficoltà nell’accesso alle cure dettate dall’area geografica di residenza, è un incontro tra medicina di prossimità e telemedicina, attraverso cui diventa possibile fornire un trattamento di alta qualità e personalizzato, offrendo al paziente una maggiore flessibilità, autonomia e un miglioramento della qualità della vita, garantendo prossimità ed equità d’accesso alle cure. La volontà è quella di portare le procedure direttamente a casa del paziente. 

“L’Azienda sta investendo molto su tecnologie in grado di migliorare la vita delle persone, soprattutto quelle che si sottopongono settimanalmente a procedure intense e faticose. – afferma il Direttore Generale ing. Gennaro Sosto - La casa come primo luogo di cura non può essere un semplice slogan: il rene artificiale si unisce alla realizzazione di un modello di assistenza territoriale che vede l’Azienda e i suoi professionisti in prima linea per migliorare la presa in cura della persona anche nelle aree meno servite dai Servizi Sanitari.”



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