EBOLI. È durata diverse ore l’autopsia sul cadavere carbonizzato di Luigi “Luca” Esposito, il giornalista sportivo ucciso e dato alle fiamme tra le serre di Eboli. Complesso l’esame eseguito ieri all’ospedale di Eboli, alla presenza dei periti di parte e del legale dei familiari della vittima: servirà infatti ancora tempo per effettuare gli approfondimenti tossicologici ed istologici necessari per individuare le cause, anche collaterali, del decesso del 53enne. Dai resti dello scheletro, invece, sostanzialmente è stata confermata la presenza di lesioni alle ossa tali da ipotizzare che l’uomo sia stato brutalmente pestato prima di essere bruciato. Resta da capire se fosse ancora vivo quando è stato appiccato l’incendio.
Nel frattempo, le indagini della Procura di Salerno, coordinate dal pm Alessandro Di Vico, proseguono serrate: dai filmati di videosorveglianza recuperati nella zona è emerso che Esposito fosse in auto con un altro uomo poco prima dell’omicidio, presumibilmente una persona di sua conoscenza la cui identità, al momento, non è nota. Potrebbe dunque essere lui l’assassino, visto che finora non si è fatta avanti e potrebbe svelare molti particolari sugli ultimi momenti di vita di Esposito. Come anticipato da StileTV, diventa dunque cruciale l’analisi delle diverse impronte rilevate sul bagagliaio e sul lunotto della Lancia Ypsilon del 53enne, le cui chiavi non sono state ritrovate.
Il nucleo sommozzatori dei carabinieri, intanto, sta scandagliando il canale a ridosso del luogo del delitto, pieno di detriti e rifiuti di ogni tipo, per capire se il killer abbia gettato via qualcosa che possa tornare utile alle indagini.
Anche la vita professionale è al vaglio degli inquirenti: l’Arpac e l’Ordine dei Biologi smentiscono qualsiasi collaborazione ed iscrizione all’albo. Dunque, si segue anche la pista di possibili ritorsioni scaturite da un’autonoma attività di controllo delle aziende zootecniche. Distrutti i familiari: le due sorelle di Esposito chiedono rispetto del proprio dolore, attendendo che l’esame del DNA confermi definitivamente che il cadavere ritrovato sia quello di Luigi.