Giudiziaria
LA BATTAGLIA
LA BATTAGLIA
Castellabate, assolto il 72enne: finisce il processo sulle "strade private" di Ogliastro Marina
Antonio Vuolo
23 luglio 2026 09:55
Eye
  656

CASTELLABATE. Si è celebrata il 1° luglio 2026 l’ultima udienza di una vicenda giudiziaria durata sette anni, nata intorno alla proprietà e all’utilizzo di alcune strade di Ogliastro Marina, nel territorio del Comune reso celebre dal film Benvenuti al Sud. Per un uomo di 72 anni, residente a Castellabate, sono stati anni trascorsi sotto il peso di quattro capi d'imputazione, tre querelanti — due dei quali costituiti parte civile — e un impianto accusatorio nato da una complessa controversia su strade, confini, proprietà private e presunti diritti di passaggio. Il Tribunale di Vallo della Lucania ha assolto l’imputato dalle contestazioni esaminate nel merito. Si chiude così una vicenda che supera la posizione del singolo imputato. Al centro del processo non vi erano soltanto rapporti tra privati, ma anche gli effetti della deliberazione con cui il Comune aveva dichiarato di uso pubblico alcune strade della zona, ponendo il tema del confine tra proprietà privata, uso collettivo e poteri dell'amministrazione. Secondo l'accusa, l'imputato avrebbe ristretto una strada privata ritenuta di uso pubblico, invaso un terreno confinante e impedito il passaggio attraverso aree di sua proprietà mediante alcune chiusure. La pluralità delle accuse rappresentava uno degli aspetti più delicati del processo. Le contestazioni rischiavano di assumere una forza suggestiva derivante dal loro numero e dalla presenza di più querelanti. Per tale ragione attraverso specifiche questioni preliminari la difesa ha ottenuto la separazione delle quattro imputazioni in due distinti procedimenti penali, dividendo la massa delle accuse e consentendo di esaminare ogni contestazione esclusivamente sulla base delle prove riferibili al singolo fatto. È stato necessario stabilire nel processo che la strada e i terreni interessati appartenevano all’imputato e non ai querelanti che ne rivendicavano la titolarità. Quella rappresentata come una restrizione della carreggiata sarebbe consistita, in realtà, nella delimitazione di un confine privato, mentre la presunta invasione del terreno confinante è stata ricondotta al ripristino dell’esatta linea di proprietà. Ma la vicenda non poteva essere risolta soltanto all’interno dell’aula penale. Per affrontare fino in fondo la questione relativa all’uso pubblico delle strade, l’avv. Alvaro Tortora ha intrapreso una parallela e complessa battaglia davanti alla giustizia amministrativa. Davanti al TAR e successivamente al Consiglio di Stato è stata contestata la delibera con cui il Comune di Castellabate aveva inserito alcune strade private nel reticolo viario ritenuto di uso pubblico. Il giudizio amministrativo ha riguardato strade diverse dalle particelle direttamente interessate dalle imputazioni penali ma appartenenti allo stesso sistema viario e ritenute egualmente dalla procura di uso pubblico. Gli esiti di quella battaglia sono quindi entrati nel processo penale, rafforzando la tesi sostenuta dalla difesa sin dall’inizio: non soltanto le particelle oggetto delle contestazioni non erano comprese nella delibera comunale, ma anche le strade espressamente dichiarate di uso pubblico dal Comune non potevano essere giuridicamente considerate tali. Il processo penale è diventato così il punto di incontro tra diverse giurisdizioni. “Per dimostrare la verità nell’aula penale”, osserva l’avv. Tortora, “è stato necessario affermarla anche davanti al TAR e al Consiglio di Stato. La difesa è stata costruita come un mosaico: ogni tessera, penale, civile e amministrativa, era indispensabile per restituire l’immagine reale dei luoghi e dei diritti esistenti”. Un altro passaggio centrale ha riguardato l’accusa di violenza privata collegata ad alcune aperture attraverso le quali i querelanti pretendevano di transitare sulla proprietà dell’imputato. Sebbene su tale capo il reato fosse prescritto, la difesa ha comunque affrontato il merito, producendo due precedenti decisioni civili, divenute definitive, che avevano escluso qualsiasi diritto di passaggio dei querelanti e li avevano condannati alle spese. Quei provvedimenti, entrambi ottenuti dall’avv. Tortora, sono stati prodotti anche nel giudizio penale per dimostrare che i querelanti non possedevano alcun titolo che autorizzasse il passaggio sulla proprietà dell’imputato. Secondo la difesa, tali precedenti non erano stati rappresentati al momento della presentazione delle querele, con il tentativo di ottenere nel penale ciò che era già stato definitivamente escluso in sede civile. Dopo sette anni di udienze, produzioni documentali, testimonianze e approfondimenti tecnici, il procedimento si è concluso con l’assoluzione del 72enne dalle accuse decise nel merito e con la prescrizione del residuo capo. Una conclusione che assume rilievo pubblico perché richiama l'attenzione sulle conseguenze che un'accusa penale può produrre quando trae origine da situazioni di fatto e di diritto controverse, evidenziando la necessità di un rigoroso accertamento preliminare prima di sottoporre un cittadino al peso di un processo penale. La vicenda evidenzia, inoltre, la delicatezza del rapporto tra giudizio civile, amministrativo e procedimento penale, dimostrando come, nei casi più complessi, solo una lettura coordinata delle diverse decisioni giudiziarie consenta di ricostruire correttamente i fatti e di evitare valutazioni parziali. “C'è un insegnamento che porterò sempre con me da questa vicenda», conclude l'avv. Alvaro Tortora. “In questi sette anni il mio assistito non mi ha mai chiesto come evitare il processo. Mi ha detto soltanto una cosa: "Non ho fatto nulla, voglio poterlo dimostrare. È una frase semplice, ma dentro c'è il significato più profondo della giustizia. Perché la vera forza non è di chi accusa, ma di chi, pur sapendo quanto possa essere duro un processo, trova il coraggio di attraversarlo senza rinunciare alla verità. Dopo sette anni, quella frase non è rimasta una convinzione. È diventata una sentenza” .

 



Logo stiletvhd canale78
Immagine app 78
SCARICA
L’APP