Cultura
3^ EDIZIONE
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San Gregorio Magno, premio di musicologia "Luigi Naddeo" nella cornice del Baccanalia
Comunicato Stampa
21 agosto 2026 09:43
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SAN GREGORIO MAGNO. Nel cuore della 33ª edizione di Baccanalia, la storica manifestazione che dal 19 al 23 agosto trasforma le grotticelle scavate nella roccia del borgo salernitano in un percorso diffuso tra vino, cultura e convivialità, torna un appuntamento che negli ultimi due anni si è affermato come uno dei momenti più alti del festival: il Premio Nazionale di Musicologia "Luigi Naddeo". L'appuntamento è fissato per venerdì 21 agosto, alle ore 20:00, presso il Salotto dei Convegni, lo spazio verde all'aperto nell'area fiera che ogni sera di Baccanalia ospita momenti di confronto e approfondimento prima dei concerti. Il premio è dedicato a Luigi Naddeo, flicornista originario di San Gregorio Magno, legato per corrispondenza al grande tenore Enrico Caruso e suonatore nella banda civica del paese, prima di essere ammesso nella Banda dell'Aeronautica Militare, di cui divenne vicedirettore. Un percorso musicale che lega indissolubilmente le proprie radici alla grande tradizione del bel canto italiano.

Il Premio Naddeo nasce da questa eredità, per idea e impegno dell'Assessorato alla Cultura di San Gregorio Magno, che ha scelto di onorarla istituendo un riconoscimento nazionale rivolto ai giovani musicologi. Un percorso portato avanti con particolare dedizione dall'assessore Rita Robertazzi, anche vicesindaco del Comune, che negli anni ha seguito personalmente la crescita del riconoscimento fino a farne uno degli appuntamenti più identitari di Baccanalia. Coordinato dalla professoressa Enrica Donisi, musicologa e docente di Storia della Musica presso il Conservatorio "Giuseppe Martucci" di Salerno, il premio ha come obiettivo dichiarato quello di valorizzare e premiare l'eccellenza nella ricerca musicologica in ambito accademico.

“Questo premio ha un valore culturale ed etico che va oltre la borsa di studio in sé – dichiara l'assessore Rita Robertazzi – significa investire nei giovani, nella ricerca e nella memoria di un maestro che ha saputo unire le radici popolari del nostro territorio alla grande tradizione del bel canto italiano. Quest'anno il riconoscimento va alla dott.ssa Francesca De Nardis, un premio che ci riempie di orgoglio e che continua a tenere vivo il nome di Luigi Naddeo”.

Come funziona il premio

Il riconoscimento, che si sostanzia in una borsa di studio del valore economico di 1.000 euro, viene assegnato alla migliore tesi di laurea in Musicologia discussa presso un'università italiana (laurea magistrale) o un conservatorio italiano (diploma accademico di II livello). L'esito della selezione, come da regolamento, è rimesso insindacabilmente al giudizio della commissione presieduta dalla professoressa Donisi, che ne cura personalmente anche l'istruttoria. Tra gli ospiti della serata, Gaetano Bonelli, direttore della Casa Museo Enrico Caruso di Napoli, insieme a docenti del mondo accademico provenienti da università e conservatori, a testimonianza del respiro nazionale che il premio ha saputo conquistare edizione dopo edizione. L'appuntamento del 21 agosto si inserisce nel più ampio programma culturale che ogni sera, prima dei concerti, anima il Salotto dei Convegni di Baccanalia: un ciclo di incontri dedicati allo sviluppo sostenibile, al turismo esperienziale e al futuro delle aree interne della Campania, di cui il Premio Naddeo rappresenta il tassello dedicato alla ricerca e alla valorizzazione del patrimonio musicologico.

Chi era Luigi Naddeo

Nato a San Gregorio Magno, Naddeo esordì nella banda del paese diretta dal Maestro Mariano Lepore, per poi diplomarsi al Conservatorio San Pietro a Majella sotto la guida del Maestro Del Giudice e proseguire gli studi di composizione e strumentazione per banda con musicisti del calibro di Jacopo Napoli, Camillo De Nardis e Fieramosca. Divenuto uno dei primi vicedirettori della Banda dell'Aeronautica Militare Italiana, fu un flicornista di grande sensibilità artistica. Determinato a trasferire sul proprio strumento la tecnica del canto lirico, scrisse personalmente a Enrico Caruso chiedendogli una serie di incisioni da studiare: il tenore, allora in America, accolse la richiesta e gli inviò diversi dischi. Dopo un lungo lavoro di esercizio, Naddeo riuscì a far vibrare il flicorno con un'espressività tale da restituire, in maniera quasi vocale, il celebre pianto di Canio nell'aria "Vesti la giubba" da Pagliacci di Ruggero Leoncavallo — un episodio che la tradizione locale tramanda ancora oggi come testimonianza del legame ideale, prima ancora che biografico, tra il musicista di San Gregorio Magno e il grande tenore napoletano. 



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