VALLO DELLA LUCANIA. L’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania non può continuare a vivere in un perenne equilibrio instabile, diviso tra l’eccellenza dei suoi professionisti e le croniche carenze strutturali che ne minano l’operatività quotidiana. È il grido d’allarme lanciato dal sindacato delle professioni infermieristiche Nursind provinciale, che chiama direttamente in causa i vertici dell’Asl Salerno e la direzione di presidio, chiedendo un incontro urgente per affrontare una situazione giudicata ormai insostenibile. Negli ultimi due anni la narrazione pubblica attorno al presidio vallese ha evidenziato un profondo contrasto: da una parte la dedizione di medici, infermieri, operatori socio-sanitari e tecnici; dall'altra organici ridotti all'osso, direzioni precarie, turni massacrati e forti tensioni nell'emergenza-urgenza. Per il sindacato è inaccettabile che le disfunzioni organizzative finiscano per scaricarsi sulle spalle dei singoli lavoratori. "Chi lavora ogni giorno in prima linea, in condizioni di forte sottorganico e stress, non può essere lasciato solo né tantomeno esposto alla gogna pubblica o ai giudizi sommari dei social network", dichiara il segretario generale del Nursind Salerno, Biagio Tomasco. "La tutela della dignità dei lavoratori e la sicurezza delle cure devono camminare insieme, ma questo è possibile solo se l'azienda si assume la responsabilità di pianificare le risorse, garantire gli organici e coprire senza ulteriori ritardi i ruoli di vertice ancora vacanti. Non si può chiedere un sacrificio permanente a chi è già al limite delle forze". A fare eco a Tomasco è Adriano Cirillo, segretario amministrativo del Nursind Salerno: "Le nuove tecnologie e le promesse di potenziamento strutturale restano soltanto parole su carta se non sono accompagnate da un piano straordinario di reclutamento effettivo. Spesso le procedure concorsuali non producono gli effetti sperati perché il personale tende a spostarsi verso sedi ritenute logisticamente più comode. Per il San Luca servono assegnazioni stabili, vincolate e incentivanti, altrimenti gli investimenti sui macchinari non produrranno mai un reale valore per la comunità". Sulle dinamiche interne e sui disagi nei reparti interviene anche Giovanni Aspromonte, coordinatore Nursind per l'Asl Salerno: "Reparti chiave e aree ad alta complessità come il Pronto soccorso o le sale operatorie vivono criticità quotidiane che richiedono percorsi certi di affiancamento, supporto e protezione. Serve una gestione aziendale capace di tracciare le reali scoperture di organico, prevenire le aggressioni agli operatori e garantire una comunicazione trasparente con i cittadini. Non è più tempo di interventi tampone o di silenzi istituzionali".
Di fronte a questo scenario, il Nursind ha diffidato la direzione generale dell'Asl dal considerare i lavoratori come meramente funzionali a coprire le falle del sistema, chiedendo un riscontro scritto e una convocazione entro cinque giorni. Se l'azienda non fornirà risposte concrete, dati trasparenti sulle dotazioni organiche e impegni verificabili per il rilancio del presidio, il sindacato è pronto ad attivare ogni forma di mobilitazione, fino alla proclamazione dello stato di agitazione per tutto il personale dell'ospedale di Vallo della Lucania.
AGGIORNAMENTO
L’ospedale "San Luca" di Vallo della Lucania versa da tempo in una condizione di grave sofferenza a causa di una cronica ed evidente carenza di personale, una situazione che rischia di compromettere il diritto alla salute dei cittadini e l’efficienza delle emergenze sul territorio. A denunciare il quadro critico è il Nursind Salerno, che ha inviato una dettagliata segnalazione ai vertici dell’Asl, alla Regione Campania e alle istituzioni del territorio per chiedere interventi urgenti ed efficaci.
Nel mirino del sindacato ci sono la spinta sui carichi di lavoro per il personale in servizio, il ricorso continuo e dispendioso agli straordinari e alle ore extra per coprire i buchi d'organico, il sovraffollamento del pronto soccorso e la recente riorganizzazione della centrale operativa del 118. A tutto questo si aggiunge la preoccupazione per il progressivo indebolimento dei servizi pubblici a fronte di un contestuale rafforzamento delle strutture private accreditate della zona.
"Non possiamo più parlare di difficoltà temporanee o di semplici emergenze passeggere", dichiara Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno. "Ci troviamo di fronte a una vera e propria crisi strutturale che dura da anni. Il personale in servizio è stremato da turni insostenibili ed è costretto a sacrifici enormi per mandare avanti i reparti e garantire le cure necessarie. Questa disponibilità individuale non può e non deve diventare un sostituto permanente della programmazione sanitaria aziendale. Serve subito un piano straordinario di assunzioni trasparenti e con vincolo di sede, accompagnato da incentivi concreti per attirare e trattenere i professionisti in questo territorio".
Sulle ripercussioni economiche ed organizzative interviene Adriano Cirillo, segretario amministrativo del Nursind Salerno: "I dati sulla spesa parlano chiaro: ogni anno si spendono milioni di euro per pagare prestazioni straordinarie ed extra orario al fine di garantire i servizi minimi. Risorse ingenti che, se programmate diversamente, avrebbero potuto finanziare l’assunzione stabile di decine di nuovi medici e inferrieri. Pagare per coprire i buchi a lungo termine è una scelta priva di logica economica. Chiediamo massima trasparenza sui conti e una netta conversione di questi fondi straordinari in posti di lavoro stabili e sicuri per il presidio cilentano".
A tracciare l'impatto sul sistema sanitario locale e sui servizi di emergenza è Giovanni Aspromonte, coordinatore provinciale del Nursind per l'Asl di Salerno: "L'ospedale di Vallo della Lucania serve un territorio geograficamente vasto, complesso e con vie di comunicazione non facili, a cui durante l'estate si aggiungono migliaia di turisti. Trasferire la gestione dei soccorsi e indebolire i reparti chiave significa allungare i tempi di intervento nei casi più gravi, dove anche un solo minuto può fare la differenza tra la vita e la morte. Allo stesso tempo vediamo rilanciarsi l'offerta sanitaria privata mentre il presidio pubblico viene lasciato indietro. Chiediamo un confronto immediato con i vertici dell'Azienda Sanitaria per riportare il "San Luca" al pieno delle sue potenzialità".