
PAGANI. Era pronto ad espatriare, Alberico Gambino. Il consigliere regionale del Pdl, da venerdì scorso recluso nel carcere di Fuorni, assieme ad altre sei persone nell’operazione “Linea d’Ombra” condotta dalla Procura della Repubblica di Salerno, sarebbe venuto a conoscenza, in anticipo, delle intenzioni degli inquirenti di procedere con l’arresto. Questo secondo una serie di rilevazioni tra intercettazioni telefoniche ed ambientali tra gli stessi indagati che poi finiranno in carcere. Gambino sarebbe stato messo al corrente di ciò che poi è accaduto, a partire dallo scorso 11 giugno. Significativa sarebbe anche una telefonata tra l’ex sindaco di Pagani e un commercialista al quale chiede di preparare i documenti da firmare per lasciare il paese e provare la fuga all’estero. Lo stesso commercialista telefonerà poi a Gambino per chiedere la produzione del passaporto e della tessera sanitaria. Intanto, Alberico Gambino continua a fare scena muta dinanzi agli inquirenti, mentre emergono altri particolari su quello che è stato ribattezzato da Franco Roberti come un cartello criminale capace di gestire, assieme ai clan operanti a Pagani, la pubblica amministrazione per controllare le principali attività economiche e imprenditoriali della zona. È in particolare sull’accusa di concussione e voto di scambio che vengono fuori altre novità su come veniva utilizzato il metodo per vincere le elezioni nel centro dell’Agro. A Pagani, si legge in una intercettazione, funziona così: “Mi devi dare 50 euro per firmare il voto”.