Attualità
Castellabate, avviso di garanzia per abuso d'ufficio all'ex sindaco Maurano
Redazione
08 agosto 2011 08:02
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CASTELLABATE. Omissione di atti d’ufficio. Questo il reato contestato all’ex sindaco di Castellabate, Costabile Maurano (nella foto), e agli ex assessori ai lavori pubblici Marco Di Biasi, Giuseppe Russo e Giuseppe Amodio, quest’ultimo deceduto lo scorso anno. Nei loro confronti è stato emesso un avviso di garanzia, notificato in questi giorni dalla guardia di finanza di Agropoli, agli ordini del maggiore Raffaele Perrotta, che ha condotto l’indagine sotto la direzione della procura di Vallo della Lucania. Il presunto reato fa riferimento al mancato abbattimento delle 25 villette ritenute abusive, realizzate nell’ambito del complesso alberghiero 'Castelsandra'. Il complesso edilizio confiscato alla camorra e successivamente entrato a far parte del patrimonio comunale. I beni già nel 2001 sono entrati nella disponibilità del Comune, allora diretto dal sindaco Costabile Maurano,  che elaborò il progetto di abbattimento per le strutture abusive. Il progetto fu finanziato dalla Regione con uno stanziamento di circa 600.000 euro. Ma dal 2004 fino alla fine della legislatura capeggiata da Maurano, la demolizione dei manufatti non è stata effettuata. Pertanto, terminata la fase preliminare delle indagini, la Procura di vallo della Lucania ha disposto la notifica degli avvisi di garanzia nei confronti dell’ex sindaco e degli ex assessori, che si sono succeduti durante i due mandati di Maurano. Tutti rispondono in concorso di omissione di atto d’ufficio. È il 1974 quando il Comune rilascia una concessione edilizia in località “Piano Melaino”, a San Marco di Castellabate,  a una coppia di belgi. Negli anni ’80 il passaggio di proprietà: sul demanio civico sorgono 25 residence e altri ampliamenti non autorizzati. Il tribunale di Napoli confisca l’hotel nel 1992, perché un socio è collegato a un clan del vesuviano, e nel 2001 l’Agenzia del demanio consegna l’immobile al Comune. L’albergo-ristorante conta 125 stanze,una discoteca, 7 impianti sportivi, più altri manufatti di servizio. La gara d’appalto per la demolizione-riqualificazione, nel 2007, la vince una Ati di Padova per 294.100 euro. Nel mezzo una serie di ricorsi presentati dalla società proprietaria, e contro ricorsi del Comune, che hanno contribuito a rallentare l’iter relativo alla demolizione dei manufatti abusivi, e la riqualificazione della rimanente parte del complesso, il cui progetto esecutivo è stato approvato dal 2004.



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