Attualità
Castelcivita, appello per liberare Gelsomino Casula
Redazione
03 ottobre 2011 13:09
Eye
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CASTELCIVITA. Spopola online, da giorni, l'appello per restituire la libertà allo scultore Gelsomino Casula, accusato, il 7 settembre a Castelcivita, di propositi incendiari. Il 58enne, originario di Uta, in Sardegna, da anni residente ad Altavilla Silentina, dopo l'arresto e una settimana di carcere, si trova agli arresti domiciliari con l'accusa di incendio doloso. L'uomo era stato sorpreso fermo nella sua auto con alcune taniche di benzina, un accendino e vari attrezzi per appiccare il fuoco. Tuttavia, da molti è arrivata solidarietà all'artista, conosciuto come un convinto ambientalista. “Gelsomino era fermo nella sua auto – dichiara un suo amico - dove stava semplicemente annotando delle riflessioni. Le taniche di benzina erano tutte vuote e lui le aveva semplicemente raccolte dal boschetto dove si trovava, nella zona di Castelcivita. Per tutti gli altri accessori – continua l'uomo – e cioè un accendino, della carta stagnola, un pacchetto di sale e una graticola, si tratta  di materiali che Gelsomino usava per improvvisare picnic con gli amici e arrostire la carne. Tutto quello che è stato scritto e detto sul caso è solo frutto di ricostruzioni fantasiose e tendenziose”. I suoi amici e sostenitori si sono attivati con un appello sul social network Facebook, con la raccolta firme “Chiudiamo verità e giustizia per Gelsomino Casula” al fine di raccogliere consensi e sostegno per “L'uomo di Uta”, come Casula è soprannominato. “Lo scultore è stato sempre fedele ala valore dell'ecologia e oggi – si legge nell'appello – rischia una pena che sembra un paradosso. Chiediamo una firma che aiuti la giustizia ad essere più giusta per restituire a Gelsomino la libertà che merita un uomo innocente”. Domattina alle 9.30, intanto, è fissata la prima udienza per il processo.



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