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"VINI NEL RISPETTO DELL'AMBIENTE"
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Capaccio Paestum, San Salvatore tra le undici cantine al mondo a ricevere il 'Robert Parker Green Emblem Award'
Comunicato Stampa
06 dicembre 2023 13:48
Eye
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CAPACCIO PAESTUM. Alla cantina campana San Salvatore 19.88 il “Robert Parker Green Emblem Award 2023”. Sono undici in tutto il mondo e due in Italia le aziende vinicole che nel 2023 hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento internazionale assegnato alle cantine che si sono prodigate per implementare pratiche sostenibili e che hanno introdotto strategie di lungo periodo mirate alla protezione dell’ambiente e della biodiversità. Si tratta di un riconoscimento permanente che valorizza perciò un percorso aziendale, un’idea complessiva di fare vino e di essere azienda al servizio del proprio territorio e nell’interesse di una comunità diffusa. Il “Robert Parker Green Emblem Award” premia la dimensione etica di chi produce in maniera consapevole e solidale, praticando inclusione e responsabilità. Un riconoscimento che testimonia “il costante impegno nel produrre vini eccezionali nel rispetto dell’ambiente”.

Orgoglio ed emozione per San Salvatore 19.88 per l’importantissimo tributo che proietta la cantina nell’olimpo mondiale delle aziende vitivinicole dal cuore green, premiando un grandissimo lavoro di squadra svolto in questi anni sul terreno della sostenibilità e della tutela ambientale. Con le undici nuove cantine a cui viene assegnato il premio nel 2023, sale a 50 il numero delle aziende insignite in quattro anni in tutto il mondo. Le undici realtà produttive selezionate per il 2023 provengono, oltre che dall’Italia, dalla Francia, dalla Germania, dal Portogallo, dalla Spagna, dall’Argentina, dal Cile e dall’Australia.

“Non sorprende vedere pannelli solari e impianti di biogas attorno alla tenuta San Salvatore 1988. Giuseppe Pagano, affettuosamente chiamato “Peppino”, e il suo team sono riusciti a diventare autonomi grazie alle energie rinnovabili”, è quanto scrive la prestigiosa firma internazionale di Robert Parker Wine Advocate, Monica Larner, a proposito dell’azienda di Capaccio-Paestum. “Siamo orgogliosi – si legge ancora - di consegnare il Green Emblem a Peppino Pagano di San Salvatore 19.88 che rappresenta un modello stimolante di sostenibilità che si può applicare alle persone di tutte le età del Cilento che cercano un futuro migliore e più prospero”.

“E’ un grande orgoglio essere insigniti di questo riconoscimento – dichiara al riguardo Giuseppe Pagano, patron dell’azienda San Salvatore 1988 – che rappresenta un punto di arrivo importantissimo per noi, a coronamento di un percorso aziendale instancabile. Amiamo il nostro territorio e la nostra realtà aziendale vive in una osmosi permanente con la nostra terra ed i suoi talenti. Rientra perciò nel nostro patrimonio genetico la tutela di ciò che ci circonda, che è fatto di cultura, storia, bellezza e tutto quanto si ritrova nelle nostre bottiglie. Ecco perché proteggere il nostro ecosistema significa proteggere la nostra stessa azienda ed essere fedeli a quelli che sono i valori fondanti della nostra cantina. San Salvatore 19.88 vuole essere principalmente uno stile di vita e vuole testimoniare un modo di essere e di fare azienda in cui l’anima green è una priorità irrinunciabile. Il Robert Parker Green Emblem ci riempie di orgoglio ed è per tutte queste ragioni anche un punto di partenza. Continueremo lungo questo percorso, seguiremo sempre e per sempre questa traccia con sempre più ambiziosi obiettivi in termini di sostenibilità”.

Robert Parker Wine Advocate crede molto nel potere della sostenibilità per determinare un cambiamento positivo nel settore del vino e proteggere il pianeta offrendolo così alle generazioni future. Il Green Emblem serve proprio a sostenere e riconoscere le aziende vinicole che fanno di tutto per introdurre pratiche rispettose dell’ambiente durante i loro processi di viticoltura, vinificazione e organizzazione aziendale. Tutto questo è perfettamente in linea con la filosofia aziendale messa in campo negli anni da San Salvatore 19.88.

“Il riconoscimento – così conclude Pagano – ci carica di responsabilità. Perché è dentro la logica stessa di questo tributo quella di diventare testimoni di un processo di consapevolezza che deve investire il nostro territorio, le altre realtà aziendali, gli operatori tutti. È chiaro che migliorare la sostenibilità complessiva di un’area vitivinicola significa migliorare complessivamente gli standard di vita di una comunità. Da oggi sempre più saremo impegnati su questo fronte”.



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