EBOLI. L’assemblea pubblica sulla litoranea di Eboli, svoltasi ieri sera, si è trasformata da momento di confronto in un forte segnale di disagio da parte dei residenti della fascia costiera, che hanno denunciato una situazione ormai insostenibile.
Il Piano delle Aree Demaniali presentato dall’amministrazione comunale prevede interventi di valorizzazione turistica sostenibile, mobilità dolce, nuove attrattive e servizi lungo la costa. Proposte che, sul piano teorico, risultano condivisibili, ma che appaiono oggi scollegate dalla realtà del territorio.
Permangono infatti criticità gravi e irrisolte: diffusa illegalità, fenomeni di degrado, carenze infrastrutturali e mancanza di servizi essenziali come acqua ed energia elettrica. Condizioni che rendono difficile immaginare qualsiasi reale sviluppo turistico ed economico.
In questo contesto, risulta poco credibile la proposta di nuove soluzioni senza una preventiva assunzione di responsabilità rispetto al passato e senza un impegno concreto nel garantire sicurezza e servizi. Anche l’idea di attrarre investimenti privati appare debole in assenza di condizioni minime di vivibilità e di un adeguato sostegno pubblico.
L’assemblea ha evidenziato una distanza netta tra amministrazione e cittadini, ulteriormente sottolineata dall’assenza dell’assessore alla sicurezza. Senza un presidio costante del territorio e interventi strutturati, ogni progetto rischia di restare sulla carta.
Resta dunque centrale una domanda: come è possibile parlare di sviluppo senza prima garantire legalità, sicurezza e servizi essenziali?
Questa è la realtà che Fratelli d’Italia denuncia da tempo e su cui continuerà a richiamare l’attenzione.