AGROPOLI. È stato scarcerato Vito Albanese, il 34enne ebolitano ritenuto presunto complice dell'agropolese Costabile Piccirillo nell'omicidio della prostituta Rosa Allegretti, avvenuto ad Agropoli lo scorso 22 dicembre. L'uomo era stto accusato dallo stesso Piccirillo che nell'ultimo interrogatorio l'aveva indicato come autore materiale dell'omicidio. Interrogato dagli inquirenti aveva dichiarato di trovarsi a lavoro nell'arco di tempo durante il quale la Allegretti è stata uccisa. A confermare l'alibi di Albanese, ci sarebbe ora la testimonianza del suo datore di lavoro, un imprenditore edile, che ha confermato la presenza dell'uomo all'interno di un cantiere proprio nella fascia oraria in cui sarebbe avvenuto l'omicidio. Nel corso degli interrogatori Albanese avrebbe confermato di conoscere Piccirilo ma respinto con forza le accuse a proprio carico, fornendo una serie di elementi volti a provare la sua innocenza. La versione fornita dal 34enne dopo l'arresto, nel corso dell'udienza di convalida, ha dunque trovato una serie di riscontri che hanno convinto il gip del tribunale di Vallo della Lucania a non ritenere sussistenti gli elementi accusatori e a decidere, dunque, per la scarcerazione dell'uomo, che, nella serata di ieri, ha già fatto ritorno a casa. Pesentato, da parte del suo legale, Paolo Corsaro, anche il ricorso al Tribunale del Riesame, la cui udienza sarà fissata nei prossimi giorni. A carico di Albanese resta, a questo punto, soltanto l'accusa di aver compiuto un ingente furto d'armi, qualche sera prima dell'omicidio, proprio insieme a Piccirillo.
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