Giudiziaria
AL 2 NOVEMBRE
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Salerno, processo Vassallo: giudice a latere incompatibile, rinviata la prima udienza
Antonio Vuolo
09 luglio 2026 11:44
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SALERNO. Giudice a latere incompatibile: rinviato al 2 novembre il processo per l’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, ucciso il 5 settembre 2010. È durata, infatti, pochi minuti la prima udienza, svoltasi al Tribunale di Salerno, del procedimento giudiziario che vede imputati per concorso in omicidio e traffico di droga l’ex carabiniere Lazzaro Cioffi, l’imprenditore Giuseppe Cipriano e Giovanni Cafiero, con quest’ultimo che risponde solo del traffico di stupefacenti. Dopo la costituzione delle parti civili (sono 19), la presidente della Terza Sezione della Corte d’Assise, Gabriella Passaro, ha comunicato l’incompatibilità della giudice a latere, Dolores Zarone, che si è astenuta  poiché ha partecipato a precedenti fasi nel corso delle indagini. Quindi, il procedimento passa dalla Terza alla Seconda Sezione e comincerà il prossimo 2 novembre. Un aspetto, dunque, di natura prettamente tecnica che non andrà ad influire sul prosieguo del procedimento giudiziario.

Le motivazioni del rinvio sono esclusivamente di natura tecnica. Uno dei componenti togati della Corte aveva adottato alcuni provvedimenti nel corso delle indagini e ciò ne determinava una condizione di incompatibilità con la prosecuzione del processo. - spiega uno dei legali della famiglia Vassallo, Silverio Sica - Processo? Quanto al proscioglimento del colonnello Cagnazzo e all'assoluzione di Ridosso, va ricordato che entrambe le decisioni sono ancora sub iudice, essendo state appellate dalla Procura. Il materiale investigativo resta lo stesso e noi continuiamo ad avere piena fiducia nell'impianto accusatorio. Ho scelto di assistere la famiglia del sindaco Angelo Vassallo nella convinzione che la pista investigativa seguita sia quella corretta e che abbia portato all'individuazione delle persone ritenute responsabili. Continueremo, quindi, a lavorare affinché emerga la verità. È evidente che il percorso presenta delle difficoltà, anche alla luce delle decisioni di proscioglimento e assoluzione intervenute nei confronti del colonnello Cagnazzo e di Ridosso, ma questo non modifica le nostre convinzioni”.

Dopo sedici anni di battaglia siamo profondamente stanchi. Anche oggi il processo si è fermato per una situazione che, con una diversa organizzazione, poteva essere evitata. - commenta Massimo Vassallo, fratello del sindaco pescatore e vicepresidente della Fondazione - Continuano a verificarsi episodi che rendono questo procedimento sempre più difficile da comprendere. Nonostante tutto, la nostra fiducia nella giustizia non è mai venuta meno, grazie al lavoro di magistrati, investigatori e uomini dello Stato che hanno dedicato anni alla ricerca della verità sull’omicidio di Angelo Vassallo. Chiediamo però che venga garantito un percorso processuale lineare e trasparente, senza ulteriori anomalie. È necessario che le istituzioni assicurino il corretto svolgimento del processo, nel rispetto della vittima, della sua famiglia e dell’opinione pubblica. Vogliamo solo arrivare, finalmente, alla verità e alla giustizia”.

 



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